Polo Nautico, le condizioni di Fiom
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Il piazzale di Polo nautico Prima del frazionamento trattamenti economici uguali per tutti
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VIAREGGIO. Realizzazione della mensa di Polo nautico, armonizzazione dei trattamenti economici e normativi dei dipendenti Polo nautico e delle aziende socie, applicazione del contratto nazionale dei metalmeccanici industria a tutti i dipendenti delle imprese socie di Polo Nautico, contratto integrativo per la determinazione di un premio di risultato d'area, mantenimento delle funzioni consortili d parte di Polo Nautico, mantenimento dei livelli occupazionali dei dipendenti diretti. Sei punti, nero su bianco nella lettera inviata da Fiom-Cgil agli assessori comunali e provinciali, Antonio Cima e Francesco Bambini. È la risposta del sindacato al protocollo d'intesa proposto per la firma che l'amministrazione comunale vorrebbe rapida. In riferimento proprio alla bozza d'accordo «presentata unilateralmente dall'azienda», scrive ai due assessori Lamberto Pocai, segretario versiliese dela Fiom - «la posizione espressa da Rsu di Polo Nautico, Fiom e Cgil è chiara e nota da tempo». E si fonda «sulle inadempienze della amministrazione comunale che certo non contribuiscono alla costruzione di una soluzione della delicata e complicata vertenza. Sia l'amministrazione comunale che quella provinciale hanno sottoscritto insieme a noi numerosi accordi con Polo Nautico, ma non c'e' mai stato un intervento a verificarne l'applicazione». L'impegno alla verifica sull'attuazione del piano di riconversione e ristrutturazione dell'area ex Sec e delle relative intese - ricorda Pocai - «è riportato anche nel Patto della nautica sottoscritto con la Regione e tutte le parti sociali il 19 febbraio 2009. Ma nemmeno sulla base di tale protocollo, malgrado le numerose sollecitazioni, avete provveduto alle verifiche». L'unico intervento è stato - ricorda la Fiom - «l'invio di una lettera indirizzata al sindaco da parte del dirigente del demanio (Angelo Bertolucci, ndr) che affronta, a nostro avviso in modo lacunoso e contraddittorio, solamente i processi relativi alle procedure demaniali. Non considerando né gli aspetti urbanistici né quelli sociali legati al personale che pure sono parte essenziale delle intese sottoscritte dalla scrivente, dalla Cgil, dalle istituzioni locali e dalla società consortile. Intese che costituiscono un elelmento sostanziale della stessa delibera 34 del 29 aprile 2002 in base alla quale Polo Nautico è oggi titolare della concessione». Tutto ciò detto, sottolinea la Fiom, «elenchiamo nuovamente gli impegni che ci risultano disattesi e che debbano essere assolti prima di procedere al frazionamento della concessione ed al relativo trasferimento dei dipendenti oggi in distacco presso le imprese consorziate». Impegni che sono riassunti nei sei punti che il sindacato mette sul tavolo: «Prima, secondo, terza e quinta questione - scrive Pocai - devono trovare attuazione prima di avviare qualunque procedura di frazionamento della concessione. Per quanto attiene i punti 4 e 6, possono trovare attuazione differita, dietro precise garanzie». Sullo sfondo di tutta la vicenda c'è la grave crisi economica della nautica: «Considerate le situazioni determinate da una pesante crisi finanziaria, produttiva e commerciale che coinvolgono la maggior parte delle imprese consorziate, delle quali 6 (considerando anche l'assegnatario Balducci) utilizzano la cig ordinaria è indispensabile in via prioritaria - conclude la lettera agli assessori - la presentazione di precisi piani industriali da parte di Polo Nautico e di tutte le imprese socie, dai quali ricavare precise garanzie circa il rilancio dello sviluppo produttivo e della salvaguardia dei posti lavoro».
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