Italia
LA LETTERA
Voi paladini dell'ambiente? La storia dice di non fidarsi
Emanuele Bergamini
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Che i bagni siano costruiti sul demanio è un fatto. Che nel tempo, con il beneplacito delle amministrazioni, vi siano state costruite strutture costose e complesse è anch'esso un fatto. L'intervento del Governo così come sembra configurarsi, pare soddisfi solo in minima parte le aspettative dei balneari. Chi sicuramente non è soddisfatta è quella parte della comunità cittadina più attenta all'ambiente che vede nel decreto una sorta di "liberi tutti" edilizio. La storia di Viareggio e della sua spiaggia le dà ragione. Il primo cemento colò sulla sabbia negli anni 20. La nostra Passeggiata, il salotto buono, il nostro apprezzato liberty e tardo liberty ecc. ecc. fu costruito sul demanio. Per inciso fu una ben strana scelta urbanistica. Ma dove si è mai vista una città rivierasca che invece di aprirsi verso il mare gli volta le spalle, alzando un muro che ne impedisce la vista e che tanto per rimarcare che non ne vuol proprio sapere non solo gli dà la schiena ma anche qualcos'altro, che le vie Barellai e Modena, anguste e malandate sono il culo della Passeggiata. La seconda colata è arrivata con il Principe di Piemonte (bagno) fine anni 30. Pesante, fuori luogo, autoreferenziale. Se sul frontone al posto delle barchette avesse un orologio potrebbe essere la stazione che manca all'Eur di Roma. Negli anni 50-60 arriva il riscatto. Nasce la terrazza a mare fra il Principe e la Fossa dell'Abate. Bianca di marmo nostrano, linee pulite dritte ed essenziali, ha spinto lontano le auto. Troppo bello. Da 50 anni non vede manutenzione, l'incuria la sta sfaldando e dove non arriva il tempo arriva l'uomo. Sul "Tirreno" leggiamo parole di preoccupazione di chi, convertitosi frettolosamente all'ambiente, si autocandida ad argine contro il cemento che inevitabilmente sarebbe portato dai così detti "Grossi gruppi" se dovessero vincere le aste. Viviamo un'epoca in cui non è reale quello che esiste ma quello che si vuol far credere che esista, per cui non ci scandalizza la dichiarazione, soltanto viene da chiedersi che curriculum ambientale possa avere chi l'ha fatta e cosa ci sia ancora da deturpare, forse il bagnasciuga facendoci un parcheggio?
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