Il Tirreno

Versilia

Vassalle lascia il Pdl e lancia dure accuse

Corrado Benzio
Il sindaco Lunardini il giorno della vittoria elettorale ormai 3 anni fa Sotto il consigliere Eugenio Vassalle
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Il sindaco Lunardini il giorno della vittoria elettorale ormai 3 anni fa Sotto il consigliere Eugenio Vassalle

Il consigliere: «Stanco di un sindaco che dice sì a tutti ma per la città non si fa niente»

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 VIAREGGIO. Si sapeva da giorni, bastava attendere il dopo-voto. Si sapeva da giorni che il Pdl avrebbe perso dei pezzi all'indomani. E ieri, puntuale, è arrivata la lettera di addio di Eugenio Vassalle dal Popolo delle Libertà. Vassalle, noto ristoratore, si iscrive al gruppo misto del consiglio e annuncia che non togliere l'appoggio alla maggioranza che da ormai tre anni governa la città. Smentite le voci di un abbandono anche di Peralta.  «Con riferimento ai 3 anni di vita politica nel Pdl - scrive Vassalle - non posso che confermare la mia grande delusione nei confronti del partito. Mi sono avvicinato al Pdl perché Berlusconi e le sue politiche del "fare" mi affascinavano, poi con il passare del tempo ho riscontrato che tutto ciò che mi aveva spinto ad avvicinarmi è venuto meno.  «Non do neanche colpa ad alcuni assessori che pur facendo salti mortali e senza soldi riescono ad andare avanti.  «Sono rammaricato perché ci sono i consiglieri che all'inizio eranu pieni di tanto voler fare e per colpa di un sindaco che dice di si a tutti, si sono stancati di sapere le cose dai giornali, di non poter dire la loro, di non condividere le scelte della città.  «Dobbiamo avere il coraggio di prendere decisioni anche impopolari, ma questo comporta "fareeee" dobbiamo avere il coraggio di dire ai cittadini quello che si può fare e quello che non si può, senza promettere cose impossibili per prendere tempo. «Occupandomi di protezione civile e vedendo emergenze e disperazione mi chiedo come siamo fortunati, poi quando è successo nella nostra città ci siamo dati da fare tutti insieme sotto una sola bandiera quel simbolo tricolore fregiato di un ancora che rappresenta la nostra storia marinara, questo è lo spirito che manca nella politica. Ma è possibile che in Italia ci vuole sempre qualcosa di catastrofico per far dialogare la classe politica? Allora mi chiedo questa crisi che ha fatto perdere posti di lavoro, chiudere aziende, e famiglie alla fame e senza casa non è una catastrofe sociale?  «Provo imbarazzo nel dover camminare in città vedendo che tutto quello che abbiamo promesso non è stato fatto. Provo imbarazzo a difendere sempre il sindaco, quest'ultimo forse sempre meno appoggiato dal partito di come invece dovrebbe essere. Provo imbarazzo ad essere uno che ha combattuto Marcucci e la Sinistra proprio perché con le loro politiche erano così lontane dai bisogni dei cittadini, con un immobilismo totale. Io non ci sto più in questo Pdl di un sindaco che pensa sempre che la colpa sia di qualcun altro.  «Fortunatamente io non "mangio" di politica, ma del mio lavoro di ristoratore perciò la scelta che ho fatto non inciderà minimamente sulla vita di tutti i giorni, entrerò nel gruppo misto rimanendo fedele al centro destra e quando sarò chiamato a votare valuterò serenamente la mia scelta su come votare, secondo la mia coscienza senza ordini di partito che non condivido più ne a livello nazionale, ne a livello locale, l'uscita da Pdl non significa non appoggiare la maggioranza, ma bensì appoggiarla con estrema serenità, valutando le questioni giuste per Viareggio.  «Si parla di ripresa? Ma se non si calano le tasse non si potrà mai ripartire. Noi non facciamo niente per sostenere la ripresa, e l'opposizione è troppo occupata ad togliere di mezzo il nemico di turno, e non porta mai dei progetti per la nostra città.  «Viareggio voleva cambiamenti - ricorda Vassalle - ci hanno votato anche quelli di sinistra. Lunardini era un buon candidato e una brava persona ma si deve circondare di collaboratori validi e dirigenti di fiducia, e tirare fuori gli attributi. Io spero che questa mia decisione serva a scuotere l'ambiente».

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