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Un "tribunale" per le controversie con Gaia
Luca Cinotti
Parte la Commissione conciliativa. Sventato il blitz sui compensi
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FORTE. Nelle intenzioni di Gaia sarà una sorta di "tribunale d'appello" al quale gli utenti potranno rivolgersi per le controversie con il gestore del servizio idrico. La Commissione mista conciliativa è uno strumento già presenti in altre aziende di servizio pubblico e che - spera il presidente di Gaia Ermindo Tucci - «eviterà di affrontare pesanti controversie in sedi giudiziarie». La Commissione di conciliazione sarà composta da tre membri: il presidente Matteo Vagli (delegato dal difensore civico regionale), un rappresentante delle associazioni dei consumatori, Giuseppe Minio e uno dell'azienda, Nicola Bertoni, Un organismo superpartes, dunque, che entrerà in scena quando il rapporto diretto fra l'azienda e l'utente non ha avuto buon fine e - comunque - prima di arrivare davanti a un giudice. «L'azienda garantisce due livelli di tutela - spiega Bertoni -: il primo è il reclamo scritto da presentare direttamente al gestore. Il secondo è, appunto, l'istanza scritta da presentare alla commissione conciliativa». In pratica, il primo tentativo di comporre le liti sarà effettuato da Gaia: «Da tempo - ricorda Bertoni - abbiamo una commissione interna, che ha già trattato circa 900 casi. E spesso si trattava di vicende delicate, come bollette molto alte». Se l'azienda non risponderà nei tempi previsti dalla carta dei servizi (30 giorni o 40 se con sopralluogo sul posto), oppure se la risposta non è ritenuta soddisfacente dall'utente (che deve tuttavia motivare questo scontento), allora si può presentare entro 60 giorni l'istanza alla commissione conciliativa. La quale, a sua volta, ha altri 60 giorni per presentare una proposta di conciliazione: se le parti (entro dieci giorni) accettano, la soluzione stragiudiziale sarà vincolante. Altrimenti possono rifiutare la mediazione e, nel caso del privato, rivolgersi all'Ato. «È importante - ha rimarcato il sindaco di Forte Umberto Buratti - che l'iniziativa sia stata presentata qui, visti i contenziosi con Gaia. Ed è bene che le parti dialoghino e i conflitti siano trasferiti a un terzo imparziale, che però non deve essere per forza il giudice». I tre membri della commissione conciliativa non prenderanno alcun compenso. Questo nonostante il tentativo di Gaia che - il 28 marzo - aveva presentato all'Ato una proposta di modifica del regolamento, che prevedeva un gettone di 104 euro a seduta per il presidente e uno di 74, sempre a seduta, per i componenti. Il consiglio di amministrazione dell'Ato, tuttavia, ha respinto all'unanimità la richiesta, ricordando «l'esigenza di contenere i costi della Commissione concinliativa mista in linea con la recente normativa che ha imposto tagli e risparmi generalizzati nel settore della pubblica amministrazione e delle aziende pubbliche».
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