Il Tirreno

Versilia

Il re della carne toscana compra il Gatto Nero «Ero cliente affezionato»

Lo storico ristorante Gatto Nero
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Lo storico ristorante Gatto Nero

Aurelio Fontani conferma lo staff «Farò pochi cambiamenti anche nel menu»

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 PIETRASANTA. Il re della carne toscana si "regala" Il Gatto Nero, nicchia culinaria per eccellenza del centro storico. «Amo Pietrasanta e ho amato, fin dal primo momento, da cliente, questo ristorante così magistralmente gestito in questi anni dal suo patron, Alessandro Giannetti. Alla fine abbiamo fatto un patto: ho rilevato il ristorante anche se Alessandro resterà come prezioso collaboratore».  Parole, quelle di Aurelio Fontani, referente dell'Abf, società leader nel commercio della carne con un centinaio di dipendenti, che riassumono la filosofia di fondo di una famiglia che con il Gatto Nero porta addirittura a 11 il numero dei ristoranti facenti parte della "scuderia". «Diciamo che la ristorazione, così come la carne, sono le nostre passioni. A Firenze siamo titolari di locali di prestigio come Il Perseus e ancora Marione: l'idea è quella di ripetere anche in terra di Versilia - continua Fontani - le esperienze di successo già proposte altrove. A dire il vero, il Gatto Nero, per come è strutturato, non va a mio avviso modificato: ha una sua clientela fedele, una location splendida ed un menù di eccellenza. Per questo motivo abbiamo ritenuto doveroso confermare tutto lo staff».  Nessuna novità, quindi, con il cambio di proprietà? «Privilegeremo in modo diverso la bistecca, che è il nostro must: faremo conoscere ed apprezzare, alla clientela, i mille sapori della nostra produzione. Per il resto - continua Fontani - ci accostiamo a questa città con il massimo rispetto: Pietrasanta è una realtà di enorme prestigio dal punto di vista culturale e sa interpretare in modo mirabile le diverse anime presenti. Premesso questo, è ovvio che ci metteremo anche del nostro per valorizzare, ancora di più, le peculiarità del Gatto Nero».  Che, detto, per inciso, ha un suo riconosciuto valore economico, anche se Fontani glissa sull'entità dell'investimento.  «Mi creda, a Firenze abbiamo sostenuto trattative ben più onerose: detto questo è chiaro che stiamo parlando di un ristorante-principe di una città dove l'arte culinaria è protagonista. Però, e mi ripeto, siamo più che soddisfatti dell'investimento e sono convinto che ci sono tutte le premesse per fare un ottimo lavoro in armonia con il resto del centro storico».

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