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Versilia

Spaccio in Pineta, giro di vite sui clienti

Claudio Vecoli
<b>PINETA AL SETACCIO.</b> Due poliziotti a cavallo durante un controllo antidroga
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PINETA AL SETACCIO. Due poliziotti a cavallo durante un controllo antidroga

I consumatori nel mirino della polizia. Obiettivo: colpire gli affari di chi vende droga

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 VIAREGGIO. Adesso l'obiettivo della polizia sono i clienti. Per eliminare dalla Pineta di Ponente lo spaccio di droga e tutte le altre illecite attività che si consumano all'interno del più grande parco pubblico della città, la nuova strategia del commissariato di Viareggio è quella di intervenire anche sugli acquirenti delle sostanze stupefacenti (quasi esclusivamente cocaina e hashish). Perché se è vero che chi compra droga per uso personale non commette reato, è anche vero che la legge prevede che il suo nominativo - in qualità di assuntore di sostanze stupefacenti - venga segnalato al prefetto. E questo comporta, fra le altre cose, il ritiro della patente, la sospensione del passaporto e - se ne è in possesso - del porto d'armi.  Insomma, per eliminare lo spaccio dalla Pineta di Ponente, la polizia sta cercando di sfoltire la clientela. In modo che anche gli spacciatori - che hanno considerato fino ad oggi la Pineta una sorta di zona franca dove muoversi senza troppi grattacapi - siano costretti ad abbandonarla. «Naturalmente continueremo in primis a dare la caccia agli spacciatori - spiega Leopoldo Laricchia, dirigente del commissariato di Viareggio - ma abbiamo deciso di adottare anche una strategia parallela in modo da colpire anche chi va ad acquistare la droga. Riducendo la potenziale clientela, pensiamo e speriamo di poter dare una mazzata importante anche allo spacciatore che si ritrova senza più acquirenti».  Dopo i due studenti diciassettenni che venerdì sono stati sorpresi ad acquistare hashish e che sono stati riconsegnati ai genitori, il primo a fare le spese di questa nuova «politica» è stato un giovane viareggino di 19 anni che domenica pomeriggio è stato pizzicato dai poliziotti a cavallo con poco meno di un grammo di droga.  «Se è vero che non ci sono conseguenze penali per i tossicodipendenti - prosegue Laricchia - è anche vero che la segnalazione al prefetto non è affatto una semplice comunicazione formale, ma ha conseguenze tutt'altro che irrilevanti sulla vita di tutti i giorni. Non solo è previsto che a chi consuma sostanze stupefacenti possano essere sospesi patente di guida, passaporto e porto d'armi, ma ad esempio se il cliente arriva o se ne va in macchina è previsto il ritiro immediato della patente, mentre nel caso in cui sia su uno scooter per il quale non serve la patente è previsto il fermo del veicolo per 30 giorni. Insomma, deterrenti di non poco conto che siamo fermamente intenzionati ad utilizzare».  

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