Il Tirreno

Versilia

I balneari all'attacco «Non daremo mai la lista dei clienti»

Marco Pomella
Uno scorcio del lungomare di Lido
◗
Uno scorcio del lungomare di Lido

3 MINUTI DI LETTURA





LIDO. «L'ordinanza del sindaco sui bagni è fuori legge». Ad inserirsi nella diatriba bagni-ristoranti è Andrea Favilla, consigliere comunale di Rifondazione comunista. «Secondo quale legge uno stabilimento è costretto a "schedare" i suoi clienti? Dove sta scritto che un'attività sul mare non può fare pubblicità? I clienti non hanno diritto di sapere bene quel che trovano nello stabilimento, quali servizi, prima di entrare?». L'obiettivo del sindaco Giampaolo Bertola, fino ad ora, sembra fallito; balneari da una parte e ristoratori dall'altra contestano le scelte fatte dalla amministrazione comunale.  E contestano i modi usati. «Ci mandano i vigili, a fare foto e schedare i nostri clienti, come fossimo criminali.

Ma con quale diritto? Ben vengano - dice Piergiorgio Sbrana, titolare del bagno imperiale - i controlli sulle cucine, sia le nostre che quelle dei ristoranti. Ma questo clima di inquisizione è intollerabile. Per quanto mi riguarda non schedo i miei clienti».  Una posizione questa che pare vogliano prendere anche altri stabilimenti. «C'è una legge sulla privacy - ricorda il consigliere Favilla - e un bagnino non si può mettere a chiedere i documenti ai clienti. Lo deve fare un hotel, per legge, non uno stabilimento».  La questione poi diventa complicata se, come pare, i controlli non sono focalizzati sulle cene (l'unico aspetto, a dire il vero, su cui puntavano il dito i ristoratori), ma anche sui pranzi. «E se passa un ragazzo senegalese a chiedermi l'acqua, io devo negargliela? Oppure se un turista dal bagno accanto viene a prendersi un caffè, lo devo cacciare? Non scherziamo - dice Sbrana - per quanto mi riguarda io non schedo nessuno. Vengano pure a farmi le multe: andremo in tribunale. Cosa vogliono trasformarci in club per tesserati?». 

Favilla amplia la questione. «L'ordinanza dice che tutti i servizi accessori sono esclusivamente per i clienti registrati. Questo significa, in teoria, che ad uno che non è registrato non solo non si può dare un bicchiere d'acqua, ma non si può fare usare il wc. Da sempre inoltre - dice l'esponente Rc - le associazioni dei consumatori chiedono trasparenza. Ai bagni invece ora viene imposto di togliere tutti i cartelli pubblicitari. Infine il sindaco, con l'ultima riga dell'ordinanza, si lava le mani da eventuali responsabilità, ma lo fa dopo aver firmato un atto illegale. Questo è inaccettabile».  Duro il giudizio politico che ne trae Favilla.

«Questo è il risultato del fatto che da settembre dello scorso anno il sindaco si era totalmente disinteressato della quesione. E oggi cerca di risolvere il problema di imperio, scontentando tutti. I balneari, per quel che ne so, avrebbero preferito chiudere alle 20, piuttosto che essere sottoposti all'inquisizione».  In questa guerra di posizioni troviamo anche un ristoratore ancora aperto al dialogo. È Corrado Quadrelli, dell'omonima pizzeria. «Questo clima danneggia l'immagine di Lido e il turismo. È necessario un accordo tra le parti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web