Il supertestimone del giallo delle due donne
Tureddi: «Dove sono non mi sento al sicuro»
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Francesco Tureddi 1 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. È uno dei personaggi-chiave del mistero che ancora avvolge Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro, madre e figlia scomparse nell'estate scorsa dal campo di via dei Lecci a Torre del Lago e mai più ritrovate. Francesco Tureddi è infatti colui che ha accusato Massimo Remorini, l'«amico» delle due donne, di aver ucciso, bruciato e fatto sparire i cadaveri di Velia e Maddalena, anche se al momento non vi sono ancora riscontri certi delle sue affermazioni. Adesso Francesco Tureddi - che grazie all'aiuto dei servizi sociali vive in un albergo a Lido di Camaiore - chiede di poter essere trasferito altrove perché teme per la sua vita. «Da quando ho detto ai carabinieri quello che sapevo sulla storia di Velia e Maddalena - racconta Tureddi, personaggio con una vita complessa alle spalle - mi sento in pericolo e sono costretto a barricarmi all'interno dell'hotel. Alcuni giorni fa ho notato una macchina sospetta con a bordo tre persone che sembravano cercarmi con lo sguardo. Ho preso il numero di targa dell'auto e l'ho data ai carabinieri, ma non mi sento al sicuro. Spero di potermi al più presto trasferire altrove».
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