Il Tirreno

Versilia

I ristoranti insistono «Bagni e bar annessi chiudano alle 20»

Marco Pomella
Uno scorcio del lungomare di Lido
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Uno scorcio del lungomare di Lido

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 LIDO. Chi sbaglia paga, questo è chiaro. Ma se gli sbagli sono tre in un mese, l'accordo va a farsi benedire. Netta la presa di posizione dei ristoratori di Lido (supportati da Confcommercio e Confesercenti). La "guerra dello spaghetto" serale, per quanto li riguarda, sta andando fin troppo per le lunghe. Ed al Comune chiedono, di nuovo, che i bagni (con bar e ristorantini annessi) chiudano alle ore 20.  A nulla sono serviti i proclami del sindaco Giampaolo Bertola che ha annunciato controlli serrati sulle attività del lungomare, da domenica prossima (contro i "furbi" che riempiono i ristoranti con "non clienti" dei bagni, o pubblicizzano le attività irregolarmente).  I suoi proclami hanno esasperato ancora più i toni. «I controlli si fanno, non si annunciano», dicono i ristoratori.  L'attesa è per l'ordinanza che il sindaco ha promesso di preparare, che regolerà orari di apertura e chiusura dei bagni, e darà (si augura) regole certe per le attività di somministrazione cibi e bevande.  Ma la bozza del documento che circola piace poco ai ristoratori.  «Da una parte - dicono i balneari - si afferma che le feste si fanno in orario dalle 15 alle 19, dall'altra, invece, che l'apertura è concessa fino alle ore 24; c'è, pertanto, una contraddizione di fondo. Inoltre, si dice che la somministrazione delle bevande è possibile soltanto se il bagno è aperto. Ma non è la legge che ne impone la chiusura alle ore 20?».  Un aspetto, quest'ultimo, che non li convince. Ecco perché propongono che sia chiarito meglio quando uno stabilimento (ed il suo bar) può restare aperto. Cosa che, deve verificarsi solo quando «si svolge un'attività di balneazione, in piscina, con attrezzature sportive o in sale di lettura».  In altre parole: non basta che sia presente il direttore dello stabilimento e il suo staff (come, in effetti, da bozza di ordinanza del sindaco pare prevedere).  I ristoratori hanno molto da ridire anche sui controlli. «Se arriveremo ad un accordo - spiegano - lo faremo con l'intera categoria dei balneari. Non ci interessa sapere se ha sbagliato questo o quel bagno. Vogliamo essere chiari; non tollereremo più di 3 errori. Al terzo, per quanto ci riguarda, considereremo la categoria dei balneari recidiva, e l'accordo e l'ordinanza non avranno più valore».  A quel punto, probabilmente, come hanno annunciato più volte, andrano avanti come potranno; a suon di esposti e di carte bollate. In ogni caso, accordo o no, quest'estate si prospetta di grande tensione, quanto meno per i rapporti tra ristoratori e balneari.  E' chiaro che comunque serve chiarezza visto che stiamo parlando di aziende e di lavoro. Le regole vanno fissate bene nell'interesse generale.

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