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Polo nautico lascia la riunione con enti e sindacato
Donatella Francesconi
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Le banchine di Polo nautico3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Che il confronto non sarebbe stato facile, si sapeva. La conferma è arrivata ieri mattina - nel corso dell'incontro che segnava la ripresa del confronto tra enti, sindacati e Polo nautico - quando il rappresentante dell'azienda ha lasciato la riunione. Dopo che un sindacalista - questa la ricostruzione - ha messo in dubbio che il professionista rappresentasse realmente il Consorzio nato dalle ceneri della Sec. Polo nautico ha già fissato l'assemblea dei soci per il 10 maggio e sarà quello l'appuntamento nel quale sarà espressa la posizione nel merito della vertenza. Nel corso dell'incontro sono state messe sul tavolo tutte le richieste di questa vertenza quasi impossibile. Da quella del frazionamento dell'area, sostenuta dalle imprese che scalpitano per svincolarsi dagli obblighi consortili, a quella del contratto d'area per tutti i lavoratori, diretti e non, cavallo di battaglia della Fiom Cgil. Su questo, però, non c'è verifica che tenga. Perché la posizione di Polo nautico è - e resta - quella espressa fin dall'inizio: no al contratto d'area, ieri, oggi e per il futuro. Nonostante questo, il comunicato diffuso al termine dell'incontro dall'assessore provinciale, Francesco Bambini, trasuda ottimismo. «La realizzazione di una mensa, la gestione dei servizi e delle aree a livello consortile, l'avvio di un confronto sui piani industriali che riguardano le diverse imprese, garanzie a livello occupazionale, ma anche impegni sull'ambiente di lavoro e sulla sicurezza. Sono questi i punti condivisi - scrive Bambini - emersi dalla riunione sulla questione della Polo Nautico. La decisione è stata quella di darsi un tempo per verificare lo stato di avanzamento e realizzazione di tali punti, quantificato in un massimo di 5 mesi, e, al termine di questo - durante il quale verranno, comunque, effettuati incontri periodici di verifica - sarà valutato lo stato di attuazione delle intese e, soprattutto, se esistono o meno le condizioni per procedere con il frazionamento delle concessioni. Una impostazione del lavoro, quella raggiunta, su cui vi è stata una prima condivisione - conclude la nota di Bambini - e per la quale, già dai prossimi giorni, saranno definiti i dettagli dei vari aspetti». Obiettivi e tempi «condivisi», dunque. Almeno secondo la politica. «Parlerei piuttosto di "vicinanza" più che di condivisione - è il commento di Lamberto Pocai, segretario della Fiom Versilia -. Il dato positivo, a nostro avviso, è quello che nel frattempo il frazionamento è fermo. E non è detto che, al termine delle ulteriori verifiche, le aziende debbano ottenerlo. Soprattutto se manterranno le pregiudiziali attuali». Prima fra tutte quella relativa al contratto d'area, ma anche quella sulla presentazione dei piani industriali richiesti dal sindacato che chiede garanzie per il futuro dell'area e delle produzioni che vi insistono. Tutte questioni che ritoreneranno ineluttabilmente a settembre...
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