«Acconti pagati per vacanze mai fatte»
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GIUDICE. Gerardo BoragineParlano le parti civili nel processo sugli abusi al "Versilia Mare"
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LIDO. «Signor giudice, io le vacanze, nel 2008 non le ho nemmeno fatte. Però ho pagato l'acconto, 1.800 euro...». Una testimonianza che esemplifica tutte quelle ascoltate ieri di fronte al giudice monocratico Gerardo Boragine nel processo per abuso edilizio a carico di Luigi Ceserani, titolare del camping Versilia Mare a Lido di Camaiore. Secondo l'accusa, Ceserani avrebbe indotto in errore gli affittuari di un centinaio di piazzole, facendo loro credere di essere autorizzati a creare vere e proprie casette di legno da utilizzare per le vacanze. Casette che poi entravano anche in un giro di compravendite. Come avvenuto, ad esempio, a Carlo Agnolucci che per il suo bungalow, a fine anni Novanta, sborsò circa 15 milioni delle vecchie lire. Salvo scoprire, nel 2008, che quelle strutture erano ritenute abusive dalla Procura, con tanto di sequestro da parte dei vigili urbani di Camaiore. Il risultato fu che per quell'estate i proprietari non poterono fre le loro vacanze. In compenso - hanno spiegato tutti i testimoni - pagarono regolarmente l'acconto di 1.800 euro a inizio anno (l'affitto per dodici mesi poteva arrivare a 4.800 euro): soldi che non hanno mai rivisto, come non sono mai stati rimborsati delle spese sostenute per rimuovere le casette di legno. Secondo quanto emerso dall'istruttoria, Ceserani avrebbe tenuto sotto controllo tutto quello che succedeva nell'area del campeggio (successivamente dissequestrato e oggi perfettamente funzionante). Al punto da indicare a chi voleva costruire la sua struttura da affiancare alla roulotte anche la ditta che poteva seguirlo nei lavori. In totale sono 22 i clienti del campeggio che si sono costituiti parte civile, con la tutela degli avvocati Magli, Pesciolini e Muttini. Stefano Dal Corso difende invece Luigi Ceserani, che nella prossima udienza del 21 settembre sarà sottoposto all'esame. Sarà interessante capire, fra l'altro, quali tipi di accordi e di (presunte) rassicurazioni sulle autorizzazioni intercorrevano fra il campeggiatore e i clienti. Nella stessa data saranno ascoltati anche i nove testimoni della liste della difesa e si procederà quindi a un ulteriore rinvio: l'ultimo, prima della discussione finale e della sentenza.
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