Il Tirreno

Versilia

Galateo del turista per arginare rumori e maleducazione

Uno scorcio di Piazza Duomo
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Uno scorcio di Piazza Duomo

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PIETRASANTA. Una sorta di galateo del "bon ton" da tenere all'interno delle mura cittadine per dare un taglio a schiamazzi, grida nella notte e capannelli di gente "vociante" fino a tarda ora. L'amministrazione comunale non sembra dunque limitarsi a controlli e multe per contenere il fenomeno dei rumori nel centro storico, ma sta pensando di realizzare un decalogo di comportamenti, sottoforma di depliants o materiale informativo da dare agli ospiti. Il suggerimento, per un comportamento responsabile che tenga conto del contesto del luogo, arriva dal progetto, voluto dal Comune, "Io sono nel centro" che ha visto negli ultimi mesi confrontarsi esercenti, commercianti e residenti.  «A nostro avviso - è stato detto dalle parti in causa - va realizzata una campagna di sensibilizzazione che promuova un atteggiamento responsabile di tutte le varie componenti coinvolgendo le scuole, i commercianti, i residenti e, ovviamente, i frequentatori del centro storico. Si potrebbe ricorrere, ad esempio, ad una segnaletica che evidenzi norme di comportamento».  L'amministrazione Lombardi, come detto, potrebbe andare oltre, ricorrendo ad un qualcosa di cartaceo da distribuire fra chi "vive" il centro storico, con raccomandazioni e consigli.  Progetto, per la verità, già adottato, con discreto successo, anche da altre famose località turistiche, per una campagna in chiave preventiva che male, tutto sommato, non potrebbe fare.  Come noto piazza Duomo e le sue vie centrali, in alcune serate, si trasformano in una bolgia a cielo aperto con qualche strascico di troppo: gente che gioca a pallone in piazza Duomo alle 2 del mattino, bottiglie spaccate per strada, ragazzi che litigano sotto le finestre di chi ha casa in zona.  Situazioni che non sono la regola, per carità, ma neppure l'eccezione, come sottolineano, più volte, gli stessi residenti che reclamano, al tempo stesso, una maggiore presenza notturna dei vigili chiamati a «monitorare il rispetto della quiete pubblica - dicono - fino a chiusura completa dei locali e ad instaurare un rapporto di dialogo con i ristoratori e i clienti».  Di qui l'idea di richiamare gli ospiti (sempre graditi, ci mancherebbe) a rispettare alcune regole generali di comportamento quando sono in città, nel centro storico. E' vero, in un paese civile, non ci sarebbe bisogno di mettere cartelli del tipo "non calpestare le aiuole" perché è una ovvietà. Purtroppo non lo è per tutti visto che l'altrettanto ovvio "non gettare rifiuti per terra" è bellamente disatteso. Ecco perchè un galateo del buon turista (e cittadino) non è (ahinoi) una ovvietà ma quasi una necessità.

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