Il presidio
Tante le proteste. Il Comune ha fatto installare il distributore di sacchetti
Passeggiata toilette dei cani «E' l'ora di multare i padroni»
Marco Pomella
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Un cane libero in Passeggita e i distributori di sacchetti per gli escrementi degli animali 3 MINUTI DI LETTURA
LIDO. Che siano lasciati liberi di scorrazzare, o abbiano il guinzaglio lungo decine di metri, il risultato non cambia. Qualcuno se la prende con i poveri animaletti, altri con i loro padroni, qualcun altro con la mancanza di controlli e multe da parte dei vigili urbani. Fatto sta che quello degli escrementi dei cani in passeggiata resta un problema, nonostante il Comune da poco abbia installato i distributori di sacchetti per raccogliere le feci. Così la pensano molti commercianti del lungomare. Per alcuni è un problema di igiene. Soprattutto per gli esercizi che vendono cibi e bevande, costretti, tutti i giorni, a disinfettare sedie, tavoli e vasi all'esterno, presi di mira dalle urine canine. Per tanti altri è anche questione di immagine; è umiliante, dicono, dover "soccorrere" qualche bimbo turista imbrattato da capo a piedi. Se lungo il pavimento bianco della passeggiata si trova solo qua e là qualche escremento solido, sono assolutamente off-limits le aiuole; lì tentare di non pestare qualcosa è impossibile. Si dirà: ma le aiuole non sono fatte per passarci sopra. Certo, ma spiegatelo ai bambini, quando giocano. «Un mese fa abbiamo denunciato una situazione intollerabile - dice Marco Corfini, del bar Sirena - ma non è cambiato nulla. Colpa soprattutto delle tante persone incivili, non certo dei loro cani. Quasi quotidianamente ci troviamo a discutere con loro. Qualcuno, quando gli fai presente il problema, almeno raccoglie il bisognino del cane. Altri la lasciano lì, quasi a sfidarci. Ci vorrebbero sanzioni dure. I vigili, ogni tanto si vedono; ma dovrebbero girare in borghese, come fanno per colpire gli ambulanti, e sanzionare qualcuno, anche come deterrente». Corfini conferma che il problema è dei suoi clienti («costretti, a volte, a cacciare i cani che si avvicinano "minacciosi" alle fioriere») ma anche di tanti turisti. «Ogni tanto arriva qualche mamma, disperata, con il figlio completamente sporco. Capita soprattutto quando li si lascia giocare nelle aiuole: di fatto sono usati come sgambatoi per cani». Che spesso siano i bambini a rimetterci, lo conferma Valeria Nardini, titolare del centro di estetica Elisir. «Le aiuole sono in uno stato pietoso - dice - e spesso sono io stessa che avviso le mamme di non farci giocare i loro figli, per evitare il peggio». In effetti, appena usciamo dal suo negozio, troviamo un cane lasciato a fare i suoi bisogni in mezzo ad un'aiuola. Poco distante la padrona, che parlotta con amici. «Ha fatto solo la pipì - si giustifica quando le chiediamo conto del suo comportamento - stavo controllando da qui». Noi, sinceramente, non abbiamo avuto la prontezza di controllare cosa facesse il suo cane. «È un problema di mancanza di educazione e sensibilità - dice il gestore del bar Conte Rosso - e chi deve farci i conti tutti i giorni siamo noi, costretti a pulire». Definisce la situazione al «limite del sopportabile» anche Gino del Bar Baroni.
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