Belli oggi in commissione «Nessun interesse personale Chi mi attacca è invidioso»
Donatella Francesconi
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1975. Il sindaco Gemignani consegna una lira a Leonida Repaci il Premio è della città Telefonata con la presidente Rosanna Bettarini e progetto a disposizione dei consiglieri comunali
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VIAREGGIO. Commissione cultura confermata per questa mattina, alla presenza di capigruppo, assessore alla cultura e...Aldo Belli. Invitato non gradito, hanno fatto sapere i consiglieri del centrosinistra all'opposizione, ora che la presidente del Premio Viareggio, Rosanna Bettarini, ha dichiarato «risolto» l'atto con il quale il Premio fu donato a Viareggio da Leonida Repaci. «Mi pare che la commissione convocata per questa mattina sia la sede naturale per rendere conto del progetto elaborato. Vedo, però, che si è perso anche lo stile dell'ospitalità e della tolleranza. Un tempo si abbandonavano le riunioni quando parlava un fascista. Non me l'ha certo ordinato il dottore di offrire un contributo per cercare di rispondere alla domanda che da mesi o anni viene ripetuta da ogni parte politica, di rilanciare il Premio Viareggio. E se qualcuno ha pensato o pensa di gioire in una guerra personale (giacché guerra politica sarebbe impossibile, essendo io un "cane" libero), ha commesso un grave errore: perché io non ho alcuna intenzione di partecipare a nessuna guerra. Oggi consegnerò alla città, tramite il sindaco e l'assessore alla cultura, il mio contributo. Fine. La mia coscienza è a posto. Il mio futuro non è a Viareggio, è altrove. Sembra quasi che tutto il veleno e le passioni ruotino intorno a me: assente dalla vita pubblica cittadina da vent'anni. È una considerazione di potere e di importanza che francamente non mi aspettavo e mi imbarazza, mi pare esagerata». Il clima infiammato intorno all'incarico che Belli ha ricevuto dal sindaco, al costo simbolico di un euro, tocca anche la vita professionale dell'ex assessore alla cultura, oggi amministratore delegato della "David Zard Media Group". Nella lettera che nei giorni scorsi Rosanna Bettarini ha inviato al Comune si ipotizza che Belli possa ricoprire contemporanenamente «il ruolo di "dominus" del Premio, di appaltante/appaltatore dell'organizzazione delle cinque manifestazione che impegnano annualmente il Premio, e di "promoter" finanziario e commerciale» per il Premio stesso. «Ritengo molto volgari le affermazioni della professoressa Bettarini», replica Belli: «Interessi finanziari, spettacoli... non so neppure di cosa parli... Ho parlato al telefono l'altroieri con Rosanna Bettarini per contribuire ad evitare fraintendimenti sul mio incarico: conversazione cordiale, con reciproco ringraziamento per la disponibilità a parlare. Ma a leggere i giornali, il giorno dopo, mi pare di poter dire che rimanga solo l'eleganza del mio gesto personale. Le illazioni sui miei interessi personali sono del tutto gratuite, mi inducono a rispondere invitando tutti alla coerenza: non si possono fare illazioni pubbliche o evocare incarichi illegittimi, o censurare la mia professionalità. Insomma, minacciare senza essere conseguenti è cosa ignobile. Essere conseguenti significa assumersi la responsabilità fino in fondo di ciò che si dice (e questo riguarda la signora Bettarini, ma non solo) e quindi se si postulano dei reati si deve rivolgersi alla sede competente che è la Procura della Repubblica. Alla quale non mi rivolgerò, pur avendo gli estremi per farlo a tutela della mia onorabilità, semplicemente perché non ho nessuna voglia di perdere tempo. Né con la signora Bettarini, né con chi ho messo a conoscenza del mio incarico prima ancora di riceverlo formalmente e mi ha addirittura suggerito di acquisirlo per scritto ed oggi si scatena contro la determina d'incarico». A chi giova, dunque, il "polverone" alzato sulla vicenda? Belli ha le idee chiare: «Temo che abbia un solo obiettivo: quello di impedire una discussione trasparente, dalla quale magari sarebbe potuto uscire fuori anche qualche scheletro nell'armadio, qualche dimenticanza colpevole. Cogliere l'occasione per fare la guerra all'amministrazione comunale (proprio quando ha fatto una scelta fuori da ogni appartenenza di partito e trasparente), giocando sulla pelle del Premio. Non mi interessano le beghe di paese. Certo è che così facendo, tirando cacca addosso, avvelenati dall'invidia perché a proporre è stato qualcun altro diverso da te, poi non ci si meravigli che da Viareggio chi può portare del bene o qualcosa di nuovo si tenga alla larga».
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