Il Tirreno

Versilia

La protesta

«Più qualità nei cibi dati ai bambini»

Italo Viti
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Italo Viti

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 PIETRASANTA. Una foto gira di mano in mano. Di mamma in mamma. «Cos'è?» chiede una.  «L'arrosto che hanno servito ai nostri bambini di recente». Capovolgi la foto, la guardi da lontano.  «Ma siamo sicuri che è arrosto?». Qualcuno la butta sul ridere, le più si arrabbiano.  «Sappiamo bene che l'amministrazione Lombardi ha ereditato una situazione complicata e difficile. Ma sono loro, oggi, a governare, e spetta sempre a loro risolvere questa situazione, in modo definitivo. I bambini, mangiano malvolentieri, perché, a differenza di ciò che crediamo, capiscono molto più di noi. Meno quantità e più qualità nei piatti» tuona Walter Pucci, rappresentante genitori del Comprensivo 1.  Clima, tutto sommato, tranquillo, fra i genitori, martedì sera in S.Agostino, ma il refrain non cambia, «caro sindaco, vogliamo la gestione diretta, come da promessa», rilanciano i genitori, che parlano, con rabbia e amarezza, di bambini «condizionati negativamente dai sapori dell'insalata ricolma d'acqua, di pizza e risotto poco masticabili; pietanze, che poi, una volta a casa, non mangiano più».  Insomma mangiare a mensa rischia di diventare diseducativo dal punto di vista alimentare. Tante le domande. «Come mai non ci avete informato sul risultato dei rapporti sulla qualità del servizio, eseguiti da una società apposita? Ci risultano anomalie; è così?».  Smentiscono assessore Italo Viti e funzionario di riferimento, ma la domanda di fondo resta la stessa.  «Perché, da anni, nelle scuole di Pietrasanta si mangia peggio, rispetto alle altre realtà didattiche versiliesi?».

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