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Versilia

Spariti i soldi del mister

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TECNICO. L’allenatore Giuseppe Scienza

Beppe Scienza truffato da promotori finanziari

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 VIAREGGIO. «Mi sono sempre fidato di loro, in 15 anni non ci sono mai stati problemi. Anzi, grazie a quei profitti sono riuscito pure a costruirmi la casa». Poi qualcosa è andato storto. E ora Giuseppe Scienza, allenatore del Viareggio, vorrebbe sapere che fine ha fatto il pacco di quattrini che aveva affidato - per farli fruttare - alla società di promotori finanziari Egp. Che è stata smantellata - con l'accusa di truffa - da un'inchiesta della Procura di Roma.  Accanto a quello di Scienza c'è una sfilza di nomi di personaggi celebri che sarebbero stati gabbati dai consulenti di Gianfranco Lande, capo promotore della società Egp, oggi in carcere assieme ai suoi soci.  In pratica, Lande avrebbe gestito per anni un portafoglio sontuoso, fatto di nomi celebri del mondo dello spettacolo e della politica nazionali. Secondo gli inquirenti, un giro d'affari da 170 milioni di euro con 1.300 investitori, molti dei quali appunto vip. Ma a un certo punto il giocattolo è scoppiato.  Conosciuti tramite Rizzi-gol. Mister Scienza ha cominciato a investire con la Egp parte dei suoi guadagni da calciatore su consiglio di Ruggiero Rizzitelli, ex bomber del Torino e della Roma. «È stato tramite Rizzitelli, mio compagno al Toro, che ho conosciuto nel 1995 questa società - dice Scienza - ed è da quel periodo che ho iniziato a investire parte dei miei soldi. Ho continuato a farlo quando ho smesso di giocare e ho intrapreso la carriera di allenatore. Non ho mai avuto sentore che potessero esserci delle cose che non andavano: ho avuto la possibilità, nel corso degli anni, di poter fare una serie di operazioni che mi hanno consentito di poter costruire la casa, e ottenere guadagni dagli investimenti effettuati».  A questo proposito, si parla di profitti del 19%, quando il mercato si ferma al 4%.  Il crac. Con l'arrivo dello scudo fiscale, cioè la possibilità di far rientrare in Italia capitali all'estero con una tassazione assai ridotta, Egp avrebbe proposto ai clienti di aderire a questo condono. E anche Scienza, come altri investitori, ha detto sì.  «Una volta richiesto il capitale - afferma il tecnico bianconero - sono sopraggiunti i problemi, perché non c'è stata la possibilità di riavere i soldi». A quel punto c'è stato il crac. Lande è stato arrestato il 24 marzo scorso e portato a Regina Coeli, dove secondo Panorama ha iniziato uno sciopero della fame. La Procura, tra l'altro, ritiene che lui e i suoi consulenti "pariolini" - cioè frequentatori della Roma bene, incentrata sul quartiere Parioli - avessero anche legami con la 'ndrangheta. Per questo, oltre alla truffa e all'associazione a delinquere, nel caso che sta scuotendo i salotti della Capitale si comincia a parlare di riciclaggio.  In pratica - secondo quello che hanno potuto ricostruire gli inquirenti anche sulla base delle dichiarazioni di Lande - alcuni clienti sarebbero stati volontariamente favoriti, anche con rapidi disinvestimenti. E i magistrati sospettano che questi clienti facessero riferimento alla famiglia Piromalli, considerata organica alla mafia calabrese.  Scienza, alla sola idea, rabbrividisce. «Non avevamo alcun sospetto che la società potesse avere dei legami con la 'ndrangheta - dice - anche perché, come ripeto, tutto filava liscio fino a un anno fa. Tra l'altro, noi calciatori eravamo gli ultimi di un elenco dei clienti che comprendeva attori, politici e persino conti e marchesi che hanno investito milioni di euro. Ci sono persone come me che si erano fidate, perché non c'erano i presupposti di dubitare della loro buona fede. E pensare ai guai che purtroppo sono arrivati dopo».  «Spero di riavere i soldi». Tramite un fondo investimenti Scienza e il suo avvocato sperano di poter recuperare quello che hanno affidato alla società, che avrebbe avuto il compito di far fruttare profitti. «Sappiamo benissimo che non si tratta di una faccenda semplice - conclude il tecnico - quello che mi meraviglia è che si trattava di gente di sicura affidabilità. La speranza è che la vicenda possa risolversi nel verso giusto, soprattutto per noi risparmiatori».

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