Nautica: Yare chiude a quota 3mila visitatori
L'obiettivo di Cna: servizi di eccellenza contro il rischio di delocalizzazione
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VIAREGGIO. Più di 3mila visitatori nei 3 giorni di salone, oltre 100 gli stand espositivi all'interno dei 6 padiglioni sistemati lungo la via Coppino per uno sviluppo totale di circa 4mila metri quadrati coperti. Questi alcuni numeri di Yare che ha chiuso i battenti ieri sera. Solo le prossime settimane diranno se e quanto questi numeri porteranno un ritorno in termini di affari per la nautica. Dallo scorso giovedì - ricordano gli organizzatori - «sono stati presenti espositori provenienti da molti paesi europei: costruttori, agenzie di brokeraggio, progettisti, impiantisti, enti certificatori, marine che hanno scelto l'esclusiva vetrina offerta dall'evento per presentare il proprio lavoro e i propri servizi e per confrontarsi con gli altri operatori del mondo del refit e del dopo-vendita». Molte le imprese estere interessate e tra queste la tedesca Lurssen, i cantieri navali reali olandesi Feadship e le francesi Monaco Marine e Riviera Yachting o enti prestigiosi come i Lloyd's Register, il Bureau Veritas e la Rina. La manifestazione è stata organizzata con la collaborazione e il contributo di Comune, Provincia, Camera di Commercio di Lucca, Cna Produzione Nautica, «ed il fondamentale contributo - sottolinea la società "Mareventi" - del gruppo assicurativo Zurich». Tra i promotori ci sono anche l'Associazione industriali di Lucca, la Confartigianato, Lucca Promos e Toscana Promozione. E proprio Cna ricorda che è stato presentato, in occasione di Yare, «il progetto nazionale di Cna Nautica per garantire e certificare il service nautico, standard di eccellenza e maggiore trasparenza. Un progetto anti-delocalizzazione che punta alla competitività e a contrastare competitor come Spagna, Grecia e Turchia gli altri colossi». La nautica del refit, uno dei pochi settori della cantieristica con il vento in poppa capace di sviluppare nel 2009 un fatturato di oltre 400 milioni di euro - ricorda Cna - «punta alla leadership nel Mediterraneo mettendo in rete, dal Nord al Sud, le aziende specializzate nella manutenzione per disciplinare la giungla di trattamenti, modus operandi e servizi che in questa fase sta caratterizzando il settore». Il mercato del nuovo è in crisi - spiega Andrea Giannecchini, vice presidente Cna Lucca e delegato per la subfornitura nautica della presidenza nazionale - e questo è un dato di: «Stiamo vivendo il rischio di una delocalizzazione della produzione. Per evitare che anche la parte della manutenzione venga delocalizzata poco alla volta, dobbiamo essere preparati e lungimiranti offrendo servizi di eccellenza per intercettare le imbarcazioni che solcano il Mediterraneo. Si tratta di innalzare ed uniformare gli standard qualitativi del service». Un settore su cui la principale associazione degli artigiani sta investendo da ancora prima delle crisi internazionale: «Yare è la più straordinaria risposta - sottolinea Giannecchini - alla crisi. È la prima risposta alla nuova era della nautica mondiale. Il refit viareggino e italiano sono destinati a diventare leader in questo particolare settore perché si colloca in un'area fortunata, l'alto Mediterraneo, dove il traffico è molto elevato».
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