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Verrà chiesto un decreto ingiuntivo
Ex Vegè, il Comune ricorre ai legali
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CAMAIORE. Il Comune va avanti, con la forza, se necessario. Lo dice l'assessore all'emergenza abitativa di Camaiore, Claudia Larini, in merito alla diatriba con i vicini che impedisce di fatto la consegna dei 12 alloggi popolari costruiti all'ex Vegè di via XX Settembre. Per pochi metri di allaccio di luce e gas (che passano però, a quanto pare, sulla proprietà privata dei fratelli Raffaetà) Comune e Erp non possono assegnare le case ad almeno alcune delle tante famiglie in lista di attesa a Camaiore. «Questi signori - afferma, dura, l'assessore Larini, riferendosi ai fratelli che hanno bloccato gli operai addetti agli allacci - stanno impedendo, con un chiaro atteggiamento ostruzionistico, un diritto pubblico, leso al 100% in questa vicenda. Il nostro legale, l'avvocato Ziello, tra qualche giorno avrà in mano un decreto ingiuntivo del giudice, col quale potremmo andare avanti con i lavori. Non si può impedire alle famiglie bisognose di avere un alloggio dignitoso solo per queste beghe. Io, che rappresento l'amministrazione, assieme all'avvocato Ziello e all'architetto Cinquini, non abbiamo dubbi: tra qualche giorno i lavori partiranno. E tra un paio di settimane al massimo saremo in grado di poterle assegnare». Ossia per la metà di febbraio. Duro però il commento del consigliere Alessandro Del Dotto (ieri c'era la commissione sociale all'ex Vegè per fare il punto sulla situazione). «La priorità - ribadisce il segretario Pd - è assegnare velocemente quelle case. Le liste di attesa crescono di mese in mese. Ma i problemi con i proprietari dell'immobile accanto non devono essere messi da parte, ma affrontati. Bisogna capire chi ha sbagliato e come rimediare. E soprattutto capire cosa prevedeva l'atto di transizione approvato nel 2010. E da chi è stato firmato». M.P.
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