Satira, l'Ape di Puliti non vola più
Franco A. Calotti
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ADDIO. Arturo Puliti Il disegnatore si è spento all'età di 84 anni: era uno dei "figli" del Quarto Platano
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FORTE. C'è un simbolo bello ed essenziale, l'Ape del Premio Satira Politica: ed è un'opera di Arturo Puliti che riassume gli stilemi della sua arte. Timido, schivo, ma anche vigoroso ed essenziale quando serviva Arturo se n'è andato domenica in punta di piedi. Figlio del "Quarto Platano" e di quel Novecento artistico e culturale che consacrò Forte terra di cultura e non solo di vacanze, Puliti fece dell'arte la sua ragione di vita, con esperienze eterogenee che passarono anche attraverso l'insegnamento. Numerosi i riconoscimenti conquistati nel corso di una lunga carriera, che lo ha visto fra i protagonisti dello scenario artistico del secolo scorso. Fondatore del Premio Satira Politica, al quale era rimasto profondamente legato, Puliti, che aveva 84 anni, vantava da sempre legami artistici con Firenze: non solo per il lungo legame di amicizia e collaborazione con il poeta Mario Luzi ma anche perché nel capoluogo aveva insegnato all'Accademia delle Belle arti. Parigi, Roma, Torino e Zurigo, in gioventù, avevano visto la sua crescita artistica ma fu il grande storico dell'arte e critico Roberto Longhi a introdurlo alle frequentazioni del "Quarto Platano", - come ricordava agli amici - dopo averlo visto dipingere giovanissimo vicino al pontile. E lì aveva conosciuto Pea, Montale, Ungaretti, Carrà, Soffici, Morandi e tutti gli altri interpreti di un mondo che Puliti sentiva anche il suo. Arturo è stato un artista molto amato dalla critica, a parte Longhi, anche Raffaele de Grada lo aveva introdotto alla corte della Galleria fiorentina "L'Indiano" di Piero Santi e Paolo Marini che segneranno forse la stagione più alta della sua attività pittorica. Nel 1975, poi, era sta anche tra i dieci artisti che il Consiglio Regionale toscano aveva chiamato a collaborare alle incisioni per il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. E il Forte, dove fino a pochi giorni fa, amava ancora passeggiare con il figlio, aveva appena fatto in tempo, l'estate scorsa a regalargli l'ultima emozione di una personale, che suona oggi come un testamento artistico. «Sono sinceramente addolorato per la scomparsa di un amico e di una persona di cui mi onoro essere stato concittadino - ha dichiarato il sindaco Umberto Buratti - e mi fa piacere aver organizzato la mostra a lui dedicata quest'estate al Fortino. Al figlio Giovanni e alla sorella le sentite condoglianze mie personali e dell'Amministrazione». Cordoglio a cui si unisce anche la nostra redazione a cui Arturo, più di una volta, aveva dato motivo di scrivere non solo per i suoi meriti artistici ma anche per tante idee sulla sua città. I funerali oggi alle 15 nella chiesa di Sant'Ermete.
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