Il Tirreno

Versilia

Sgominata la banda che svaligiava i videopoker

<strong>MACCHINETTE.</strong> I videopoker in un bar
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MACCHINETTE. I videopoker in un bar

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FORTE. A marzo dello scorso anno misero a segno decine di colpi in bar ed esercizi pubblici di Toscana e Liguria - da Pieve a Nievole a Massa, da Lucca a Seravezza fino a Santo Stefano Magra - per un bottino totale di circa novantamila euro. Dopo mesi e mesi di indagini, gli uomini della squadra anticrimine del commissariato di Forte dei Marmi sono riusciti a sgominare una banda di romeni specializzata nei furti di videopoker e macchinette cambiavalute. A far decollare le indagini, il 26 marzo dello scorso anno, fu l'arresto di Liviu Ilie Bodale, ventinove anni, rumeno, uno dei componenti della banda, bloccato dopo un rocambolesco inseguimento iniziato al casello Versilia e proseguito poi in autostrada a bordo di una «Golf» successivamente risultata rubata a Massa. Un episodio assai movimentato, avvenuto nel cuore della notte, e che ebbe come teatro un po' tutta la Versilia. La volante del commissariato di Forte, dopo averle intercettate, inseguì in autostrada entrambe le auto con cui si mossero i componenti della banda. Una volta usciti al casello di Viareggio (una delle due auto abbatté la barriera Telepass), le due vetture si divisero, con gli agenti che si misero sulle piste della Golf, riuscendo poi a bloccarla lungo la via di Montramito: Liviu Ilie Bodale tentò come ultima chance di scappare anche a piedi per i campi, ma dopo una breve colluttazione in cui rimase contuso anche un agente fu finalmente ammanettato e portato in commissariato. Nell'auto fu rinvenuta una macchina cambiasoldi che era stata rubata poco prima in una bar di Santo Stefano Magra e, all'interno di uno dainetto, vennero trovati 2.246 euro in monete e banconote nonché alcuni attrezzi da scasso.  Partendo dall'esame dei tabulati telefonici del cellulare che gli fu sequestrato, nei mesi seguenti i poliziotti sono riusciti a risalire agli altri tre componenti della banda, tutti domiciliati a Torino.  Quattro, al termine dell'inchiesta denominata «Jackpot», le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla Procura di Lucca e firmate dal giudice per le indagini preliminari Simone Silvestri. Oltre all'uomo fermato nel marzo scorso (nel frattempo uscito di prigione dopo il processo e adesso diventato irreperibile), è stato arrestato anche un secondo componente della banda: Vasile Patras, ventisette anni, originario della Romania e domiciliato di fatto a Torino. Gli altri due uomini che componevano la banda - Lucian Tarita, trentatré anni, e Ion Carstean, ventisette anni - risultano invece latitanti e nei loro confronti è stato richiesto un mandato di cattura internazionale.  Per tutti quanti l'accusa è di associazione a delinquere, concorso in furto continuato e aggravato, nonché ricettazione.

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