Il Tirreno

Versilia

Sea, Mori lascia. I sindacati: non ci basta

Silvano Pasquali
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Silvano Pasquali

Il sindaco annuncia l'apertura del confronto sui patti parasociali

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 VIAREGGIO. Franco Mori lascia l'incarico di amministratore delegato di Sea ambiente. Lo annuncia il sindaco Lunardini in una nota realtiva al rifiuto dello stesso Mori di firmare l'accordo che regolamenta i rapporti tra società partecipate e loro dipendenti sottoscritto dall'amministrazione comunale con le organizzazioni sindacali a fine giugno 2010. Il rifiuto di Mori ha portato allo sciopero dei giorni scorsi e altre iniziative simili sono già annunciate per la fine di questo mese.  Nell'ultima assemblea dei soci - ricorda il sindaco - «le pubbliche amministrazioni di Viareggio e Camaiore, pur comprendendo alcune esigenze economico-commerciali del socio privato, hanno ribadito la propria posizione di sostanziale condivisione delle richieste dei dipendenti in merito al rispetto degli accordi siglati. Il serrato confronto ha permesso di addivenire alla decisione di aprire un tavolo di confronto per la rivisitazione e rielaborazione dei patti parasociali che andranno a regolare i rapporti tra i soci e conseguentemente anche con le organizzazioni sindacali, permettendo così alle parti pubbliche di portare avanti in questo consesso le richieste dei dipendenti rendendole, per quanto possibile e nella ricerca dei corretti equilibri, parte integrante e non modificabile della regolamentazione del rapporto di lavoro».  I sindacati di Sea ambiente, invece, si dichiarano «delusi all'indomani dell'assemblea dei soci dell'azienda. L'urgenza che aveva mosso lo stesso presidente Battaglia a promuovere tale assemblea non ha rispecchiato nel fatti le nostre attese, non abbiamo documenti ufficiali sull'esito di tale incontro ma crediamo che il Comune abbia fallito nell'intento di mediare con la parte privata dell'azienda. Non vorremmo che l'intento principale dell'amministrazione comunale fossero le dimissioni dell'Ad Mori, piuttosto che la firma dell'accordo. Le ventilate dimissioni di Mori non ci servono. Ai lavoratori servono precise garanzie sul futuro del loro posto di lavoro. Per questo sciopereremo di nuovo lunedi 24 e martedi 25 per le ultime tre ore di ogni turno lavorativo».

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