Il Tirreno

Versilia

Ora lo spazio parla... in italiano

Simone Pierotti
I ragazzi delle Mantellate e il momento del collegamento con la stazione spaziale
◗
I ragazzi delle Mantellate e il momento del collegamento con la stazione spaziale

I ragazzi delle Mantellate in collegamento con l'astronauta Nespoli

3 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. «Comunicare con lo spazio non è mai stato così semplice»: potrebbe essere lo slogan ideale per pubblicizzare un mezzo di comunicazione di ultima generazione. In attesa che qualcuno inventi (e brevetti) una simile diavoleria, lo suggeriamo per il progetto che ieri ha interessato gli studenti dell'istituto comprensivo delle Suore Mantellate.  Una ventina di ragazzi ha infatti parlato con Paolo Nespoli, astronauta italiano che sta viaggiando attorno alla Terra a bordo della stazione spaziale internazionale (Iss).  A portare la materia nelle aule scolastiche di via San Francesco, assieme all'assessorato alle politiche giovanili, è la sezione versiliese dell'Ari, l'associazione radioamatori italiana, che collabora a stretto contatto con la Nasa, l'Esa (ente spaziale europeo) e l'Ar Iss, responsabile dei collegamenti radio proprio con la stazione spaziale. Il progetto è partito due anni fa e, finora, aveva già interessato altri istituti scolastici della Versilia. Mai, però, c'era stata la possibilità di comunicare con un italiano. Ieri il sogno è diventato realtà: gli alunni si sono schiariti i dubbi su pianeti e costellazioni parlando in tempo reale con colui che, rimanendo in orbita per sei mesi, diventerà l'italiano ad aver speso maggior tempo nello spazio.  La lunga mattinata inizia intorno alle undici, un'ora prima del collegamento: Alessandro Tesconi dell'Ari illustra agli studenti come si «telefona» materialmente alla stazione spaziale. I ragazzi sono preparati: sanno già che, dopo aver finito la domanda per Nespoli, dovranno restituirgli la linea dicendo «over» al microfono. Ore 11.53: Viareggio chiama spazio. Qualche secondo di attesa e poi nell'aula dell'istituto arriva, pulita e senza fastidiose interferenze, la voce di Nespoli: applauso in sala. Quindici ragazzi e ragazze si mettono in fila, ciascuno con la sua domanda. Si va dai quesiti di natura tecnica - il materiale delle tute, le ricerche effettuate, l'assenza di gravità - ad altri più bizzarri e personali - la nostalgia della Terra, la giornata tipo nello spazio, i motivi dietro la scelta di diventare astronauta. E Nespoli soddisfa prontamente le curiosità dei suoi giovanissimi interlocutori proprio mentre dal suo oblò vede l'inconfondibile sagoma dell'Italia: «In questo momento riconosco pure l'Elba - dice in presa diretta - con il blu del mare ed il verde e marrone delle montagne. Vista da qui, l'Italia è ancora più bella». In sala, poi, si nasconde a stento lo stupore quando il navigatore dello spazio racconta che, in appena un'ora e mezzo, può compiere un intero giro attorno al pianeta. Una mezz'ora di riposo e poi via al secondo collegamento, questa volta con l'appoggio di una stazione di Torino perché la Iss sorvola la Francia: il segnale è più disturbato, ma i ragazzi riescono a terminare la serie di domande. E suor Patrizia, preside dell'istituto comprensivo, invita ufficialmente Nespoli a Viareggio una volta che sarà atterrato.  «Farò tutto il possibile per esserci, il vostro è un posto meraviglioso». Passo e chiudo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino