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Versilia

Caso Franceschi, sparito il diario tenuto in carcere Presto i primi indagati?

Cira Antignano, madre di Daniele, durante i funerali del figlio
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Cira Antignano, madre di Daniele, durante i funerali del figlio

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 VIAREGGIO. Il diario tenuto in carcere da Daniele Franceschi non si trova più. Il quaderno dove l'operaio viareggino di 36 anni morto nella sua cella del penitenziario francese di Grasse appuntava quotidianamente le sue giornate da detenuto non solo non è mai stato restituito alla famiglia (malgrado la madre Cira Antignano ne abbia fatto più volte esplicita richiesta alle autorità transalpine), ma non risulta neppure dai verbali di sequestro del materiale rinvenuto all'interno della cella dopo la morte di Daniele.  I mille dubbi che fin da subito hanno circondato la vicenda di Franceschi si arricchiscono dunque di un nuovo inquietante interrogativo. Sul fatto che il giovane tenesse il diario, infatti, non vi sono dubbi di sorta. Ne ha infatti parlato ripetutamente a tutti coloro con cui manteneva una corrispondenza. Ed è più che legittimo pensare che qui Daniele abbia appuntato tutte le sue riflessioni sulla vita (e i soprusi subiti) all'interno del carcere. La famiglia non esclude dunque che qualcuno abbia voluto far sparire il diario con il suo (forse imbarazzante) contenuto.  Intanto dalla Costa Azzurra arrivano notizie importanti (e incoraggianti) riguardo alle indagini su quanto accaduto all'interno del penitenziario di Grasse il 25 agosto dello scorso anno, giorno della morte di Daniele Franceschi. Che gli investigatori siano vicini a una svolta - spiegano gli avvocati Aldo Lasagna e Maria Grazia Menozzi - lo lascerebbe supporre una comunicazione intercorsa fra il loro referente francese e le autorità di Grasse. Queste ultime, infatti, avrebbero annunciato il diniego alla richiesta della famiglia Franceschi di riavere gli organi di Daniele, giustificandolo con la necessità di disporre degli accertamenti a cui far partecipare anche consulenti degli indagati, che ancora non ci sarebbero ma che potrebbero essere individuati a breve. In particolare, entro la fine di febbraio il fascicolo dovrebbe passare dal giudice istruttore al pm, che dovrebbe decidere sia eventuali ipotesi di reato sia eventuali indagati.

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