Il presidio
Capezzano vuole rilanciare lo shopping: sono 60 i negozi che hanno aderito al Ccn
Una mappa dei tanti fondi sfitti
Marco Pomella
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La via Sarzanese a Capezzano PianoreUna delle prime iniziative del centro commerciale naturale
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CAPEZZANO. Una mappatura di tutti i fondi commerciali, quelli in attività e quelli sfitti. Per capire dove intervenire, e in che modo, per rilanciare il tessuto commerciale di Capezzano Pianore. E' nato da poco, ma ha già alcuni obiettivi molto chiari il nuovo centro commerciale naturale di Capezzano Pianore. Una prima prova di collaborazione l'hanno già data per i mercatini di Natale. Ed i risultati sono stati incoraggianti. Le idee in campo, del resto, sono diverse. Il centro commerciale naturale di Capezzano è nato da poco, dall'estate scorsa. «Ad oggi - spiega il presidente, Antonio Tofanelli - conta già 60 negozi aderenti, praticamente tutti quelli che affiacciano sulla via Sarzanese. A Capezzano la mentalità commerciale, è abbastanza chiusa. Il lavoro più grande è cominciare a capire che non si può continuare a guardare tra le mura delle proprie botteghe, bisogna uscire, mettersi insieme, e trovare i modi per creare movimento». 60 negozi hanno dato vita (con le associazioni di Capezzano) ai mercatini di Natale, hanno installato le lucine di Natale sulla vi. Aspetto non di poco conto, se si considera che nella vicina via Italica e nella luccicante passeggiata a mare questo semplice aspetto è fallito». Per Tofanelli insieme si possono «proporre eventi ed iniziative, pensando poi di accedere a fondi destinati a questi aspetti dalla Regione Toscana. E' l'unico modo per poter smuovere una situazione economica stagnante». I primi mesi i risultati sono incoraggianti. «Vorremmo fare una vera mappatura del territorio, per avere una rilevazione di tutti i fondi, compresi quelli sfitti, per renderci conto di cosa manca in paese, di quale attività potrebbero incentivare il commercio». Tra le idee quella di fornire consulenze a giovani che abbiano intenzione di "buttarsi" nel commercio. «Per aprire un negozio - dice Tofanelli - non ci vogliono meno di 40 mila euro. Spesso sono i risparmi che i genitori investono per il futuro dei figli. La verità è che la maggior parte delle attività fallisce dopo il primo anno. Solo se supera il 3º anno può considerarsi avviata. L'intenzione è di fare da consulenti per i giovani; con l'esperienza che abbiamo accumulato negli anni potremmo essere loro d'aiuto, ed evitare che sorgano negozi simili vicini tra loro».
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