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Stazzema è sotto choc «Un delitto del genere sconvolge la comunità»
Roy Lepore Corrado Benzio
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STAZZEMA. «Una cosa del genere non è mai successa nei nostri posti». Michele Silicani non sa cosa pensare. E' frastornato, costernato mentre segue il lavoro dei carabinieri e degli uomini del Soccorso alpino. Fa il sindaco di queste tremila e cinquecento anime (questi sono gli abitanti complessivi della tante frazioni sparse per le Apuane), ma come tutti pensa a due bambini rimasti senza una madre ammazzata, se le accuse saranno confermate, da quel padre che rischia di farsi trent'anni di carcere. Un doppio abbandono. Silicani segue il lavoro dei carabinieri che stanno ispezionando quel cadavere seminudo, là dove il marito ha indicato di averlo gettato l'ultimo giorno del 2010. Dalla strada si vedono quelle due gambe bianche e nude. Rajmonda sembra una bambola gettata via in un gioco di bambini più violento del solito. Ma non è così. Ha percorso circa una trentina di chilometri, Francesco Quinci, dalla sua abitazione in via Matteotti a Stiava per arrivare nei boschi di Stazzema e scaricare dalla Honda Civic il corpo di Rajmonda. E' stato lo stesso Quinci ad indicare ai carabinieri dopo essere crollato nella notte nel corso di un lungo ed estenuante interrogatorio in caserma dove aveva portato il cadavere. L'uomo non ricordava precisamente la zona, piuttosto impervia e conosciuta bene dagli amanti della montagna o ai cacciatori. L'uomo è arrivato a Pontestazzemese e ha imboccato la strada per Stazzema. Ha superato la frazione delle Mulina e il bivio che porta a destra a Farnocchia e a sinistra a Stazzema. Prima di arrivare al Saldone, si trova una deviazione a destra. Sono pochi chilometri che dovevano essere l'inizio della strada di valico Versilia-Garfagnana. Roba di 40 anni fa, mai completata. Con quel nastro di asfalto che poi diventa sterrato, si arriva in località Colle degli Scopeti a 650 metri circa di altezza (Stazzema paese si trova 200 metri sotto). La strada prosegue con una mulattiera che porta al rifugio del Cai Forte dei Marmi, alla celebre Alpe della Grotta e all'agriturismo Casa Giorgini sotto il monte Procinto. Sono luoghi dove sono andati generazioni di versiliesi a conoscere le Apuane. L'Alpe della Grotta è una sorta di battesimo - per facilità di escursione - per chi ama la montagna. Ieri mattina gli abitanti della zona hanno inziato a vedere movimento piuttosto presto e si sono insospettiti per la presenza di tante camionette e auto di carabinieri, mezzi di soccorso, auto di giornalisti, fotografi e cineoperatori. La voce che era stato ritrovato il corpo della donna nel dirupo si è sparsa in fretta. «In Alta Versilia non è mai successo nulla di così grave - ripete il sindaco di Stazzema - mi dispiace molto per quei due bambini piccoli». La titolare di un forno sulla strada che porta a Stazzema non riesce a credere che sia tutto vero. «Ho letto sul giornale della donna scomparsa, adesso ho saputo che l'hanno trovata nel dirupo, che brutta fine ha fatto». Il 31 dicembre Quinci tornando indietro ha perso l'orientamento. Al bivio di Pontestazzemese, il marmista invece di voltare a sinistra e scendere verso il mare, ha girato a destra, imboccando la stretta valle che porta a Cardoso. Qui ha capito di avere sbagliato strada e nella piazza del paesino ricostruito dopo l'alluvione del 1996, ha chiesto indicazioni per tornare verso Viareggio a Pietro Barsanti, un boscaiolo del posto sulla settantina. Ieri mattina i carabinieri su suggerimento dell'uomo inizialmente si erano diretti verso Pruno, poi sono riusciti a giungere sul posto, dove era il corpo di Rajmonda. Il cadavere è stato trattenuto nella caduta da pietre e piante a circa 20-30 metri dalla strada. Rajmonda presentava delle escoriazioni ed era senza i pantaloni del pigiama, aveva una maglietta e la parte superiore della veste da notte. Era ricoperta in parte di foglie che le aveva messo il marito. Il telo e alcuni indumenti sono stati bruciati dall'uomo poco distante. Insieme ai carabinieri hanno lavorato il personale del soccorso alpino di Querceta, della Protezione civile del Comune di Stazzema, della Pubblica Assistenza di Stazzema, il Ris dei carabinieri e le unità cinofile.
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