Il presidio
La verità di Francesco: «Io non c'entro»
Matteo Tuccini
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A sinistra Quinci con l’avvocato Giorgio Nicoletti e sotto con l’avvocato AntongiovanniMistero sulla data della segnalazione di scomparsa. Per l'avvocato risale al 31 dicembre
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MASSAROSA. «Io non c'entro con questa faccenda». Francesco Quinci lo ribadisce più volte. Nel primo interrogatorio in caserma e anche nei successivi faccia a faccia con i carabinieri, che puntellano tutta la giornata di ieri. Per lui, il giorno più lungo. Sotto pressione. È una prova durissima per i nervi dell'uomo, con l'assalto di giornalisti e curiosi alla sua abitazione, e soprattutto con una schiera di militari pronti a scandagliare ogni angolo microscopico della casa. La pressione su di lui è massima, la tensione è alta. A un certo punto, mentre sta uscendo dal cortile assieme ai militari per recarsi in uno dei luoghi da cui la moglie - a suo dire - avrebbe potuto passare, si scatena un mezzo parapiglia con un fotografo. Poi torna la calma. «Nega qualsiasi coinvolgimento». A tutelare gli interessi di Quinci sono i due avvocati Carlo Alberto Antongiovanni e Giorgio Nicoletti. I due ripetono come un mantra che il loro assistito non è indagato - lo confermano anche gli inquirenti - e che si definisce «estraneo nel modo più assoluto alla vicenda. Francesco - dicono - ha negato e continua a negare qualsiasi coinvolgimento». «Si stavano separando». L'avvocato Antongiovanni conferma quanto già rivelato da Quinci al Tirreno subito dopo lo scoppio del caso. «I due coniugi - dice Antongiovanni - erano in fase di separazione prima della scomparsa di Rajmonda. Vivevano sotto lo stesso tetto, ma ognuno faceva la propria vita. Sappiamo anche noi che Rajmonda ha fatto la spesa al supermarket la sera del 30 dicembre, e che ha lasciato i sacchetti con quasi 500 euro di acquisti nel veicolo. Sappiamo con chi è tornata a casa, ma su questo non facciamo parola». Per quanto riguarda la collaborazione con i locali di divertimento, i legali di Quinci si limitano a dire che «Rajmonda stava per entrare a lavorare al Piper, la discoteca dove aveva organizzato il veglione di S. Silvestro. Altro non ci risulta». La ricostruzione della denuncia. Dal racconto degli avvocati di Quinci emerge, inoltre, una nuova ricostruzione di cosa è accaduto dopo la scomparsa della moglie. Un quadro che discorda da quanto affermato dai carabinieri. «Francesco - dice Antongiovanni - si è recato alla stazione di Massarosa la sera stessa del 31 dicembre. Il giorno successivo è stata sua sorella a recarsi al comando di Viareggio per avvertire i militari. E il 3 gennaio è stata formalizzata la denuncia». Secondo gli inquirenti, invece, Quinci si sarebbe presentato solo il 3. Cioè quattro giorni dopo.
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