Il presidio
Povero Jack, orfano di don Oscar
Un cane buonissimo diventato irascibile
3 MINUTI DI LETTURA
Jack è irrequieto, turbato. Digrigna i denti e tende ad azzuffarsi. Forse, perché è un po' viziato e non tollera intrusioni o forse ancora, più semplicemente, perché si sente solo. In fondo Jack, pochi mesi fa, ha perso il suo riferimento, Don Oscar Perich, storico parroco di Strettoia, che alla comunità della frazione, oltre alla sua saggezza e al suo sapersi confrontare, ha lasciato in dote questo splendido Labrador di 10 anni, che coccolava e accudiva in ogni dove. La morte di Don Oscar è stata per Jack, evidentemente, un colpo al cuore; quel legame con il religioso, rescisso improvvisamente, lo ha reso diffidente, impaurito, scontroso, in particolare con gli altri cani. Tanto che a Strettoia sono stati distribuiti alcuni volantini, pensati per trovare una nuova casa al labrador. «Vuoi tenerlo con te? Chiama il seguente numero». Dietro a questo volantino c'è Katia, strettoiese, che i cani li adora, «ne ho due), e che per Jack ha una predilezione particolare. «Don Oscar voleva molto bene a questo cane; con la sua morte, sapendo che qualcuno sarebbe stato chiamato ad accudirlo, mi sono fatta avanti per accoglierlo, ma all'inizio non è stato possibile. Lo scenario è cambiato successivamente e così ho portato Jack a casa mia». Ed è proprio a domicilio che sono iniziati i problemi. «Nonostante un vecchio problema ad una zampa, Jack ha cominciato a manifestare una certa aggressività nei confronti dei miei cani, in particolare con il maschio. Più volte mi sono trovata a dividerlo, ma non c'è niente da fare, appena lo vede lo attacca. Addirittura, nel contesto di una di queste zuffe, Jack mi ha morso ben tre volte. Ed in quel momento, un po' spaventata ed un po' irritata, ho deciso di fare stampare quei volantini per trovargli una nuova sistemazione, anche se adesso, a dire la verità, sono pentita. Insomma - racconta Katia - prima di lasciarlo andare verso altri, voglio vedere se, con il trascorrere dei giorni, si tranquillizza. Se si abitua agli altri. Il veterinario mi dice che la situazione è risolvibile ed insieme stiamo valutando il da farsi. Mi sono presa così un po' di tempo; non voglio rinunciare ai miei due cani, ma non vorrei neppure mettere da parte Jack, che è un cane buono, come del resto buoni sono i Labrador, che però si trasforma in presenza di altri animali. Forse, perché a lungo è rimasto da solo e comunque solamente a contatto con Don Oscar. Che, volendogli troppo bene, magari lo ha viziato troppo. Oggi va solamente educato un po' e soprattutto messo nelle condizioni di vivere a contatto con gli altri animali». Nel frattempo, Jack se ne sta in disparte, ignaro del chiacchiericcio che gli fa da contorno, anche se di tanto in tanto dà uno sguardo alla porta di casa alla ricerca del suo vecchio padrone. L.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google