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Parola di Michele Elia, amministratore delegato di Rfi
«Niente fondi per aderire al Piano di sicurezza dell'Agenzia»
D.F.
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Mauro Moretti, ad di Ferrovie 1 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Continuano a non trovare copertura gli interventi definiti improcrastinabili, cioè quelli di manutenzione straordinaria e quelli legati al Piano per la sicurezza definito dall'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria». Era appena un mese fa e così parlava, davanti alla nona commissione della Camera, Michele Mario Elia, amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana (Rfi) società del gruppo Fs (Mauro Moretti amministratore delegato). L'occasione era quella della revisione del Contratto di programma Governo-Ferrovie. Ad un anno e mezzo dal disastro ferroviario del 29 giugno 2009 a Viareggio, in casa Fs quando si tratta si sicurezza lungo i binari sembra di stare su un terreno minato. Anche perché il Piano di sicurezza dell'Agenzia tocca temi non secondari del trasporto via ferrovia: «Il rilevamento termico delle boccole - elenca Elia davanti ai parlamentari - i Portali malfunzionanti, le Pese dinamiche, il sistema di sicurezza della marcia dei treni». Per aderire a quanto richiesto dall'Agenzia - continua Elia - nel triennio 2010-2013 servono mediamente «950 milioni l'anno, di cui 860 per la sola manutenzione straordinaria delle rete e degli impianti». I tagli del Governo - è la tesi di Elia - vanno ad incidere «anche sulla situazione già critica relativa alla disponibilità di risorse per la manutenzione straordinaria».
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