Il Tirreno

Versilia

Un’età difficile. In realtà le domande di aiuto più frequenti rigurdano gli scolari figli di genitori separati

Bullismo, in 700 chiedono aiuto a scuola

Martina Ambrogi
<b>DISAGIO.</b> Preoccupa la diffusione del bullismo In basso: l&#146;assessore Vittorio Fantoni
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DISAGIO. Preoccupa la diffusione del bullismo In basso: l’assessore Vittorio Fantoni

Primo bilancio a due anni dall'apertura con l'assessore Vittorio Fantoni di «Sportello ascolto»

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 VIAREGGIO. Bullismo, violenze in classe, difficoltà nello studio ma prima di tutto problemi in famiglia. Sono le maggiori preoccupazioni degli adolescenti di oggi, che mettono in cima alle sofferenze i rapporti con mamma e papà.  E' ciò che è emerso dallo "sportello ascolto" aperto da due anni nelle medie e voluto dall'assessore al Sociale Vittorio Fantoni con lo psicologo Emanuele Palagi. «Da quando siamo entrati nelle scuole - spiega Fantoni - abbiamo avuto più di 700 accessi all'interno di tutti gli istituti. I bambini devono sapere di poter contare su un amico con cui confidarsi. Siamo soddisfatti ma non vogliamo certo fermarci qui».  Il passo successivo è stato mosso ieri, con le seconde delle Jenco, con un incontro collettivo - voluto dalla vice-preside Antonella Del Magro e subito appoggiato dall'assessore Fantoni, da Palagi e dal dirigente della Polizia, Leopoldo Laricchia - al fine di affrontare i problemi dei ragazzi, a partire dai fenomeni di prepotenze nei confronti dei più deboli. La parola d'ordine è: bullismo, no grazie.  «Di violenza a scuola - spiega il dottor Palagi - se ne parla troppo poco. Molto spesso i ragazzi subiscono in silenzio e si viene a creare il cosiddetto effetto "iceberg" per cui solo il 25% delle aggressioni viene denunciato e il restante 75% nascosto. Chi è fatto oggetto di intimidazioni deve sapere di poter parlare con noi adulti».  L'aiuto ai più piccoli è avvenuto in varie fasi. Il primo passaggio è stato lo scatolone all'interno del quale i bambini potevano, in maniera anonima, confessare i loro problemi e le loro paure (in modo che i "grandi" potessero intervenire laddove necessario), poi lo sportello ascolto al quale presentarsi singolarmente e adesso questi incontri di classe per cercare di promuovere l'educazione alla pacifica convivenza. Molto spesso la goliardia sconfina nel bullismo, in quella sorta di nonnismo da caserma, in cui i più forti se la prendono con i più deboli.  «E' in questi casi - prosegue Palagi - che la classe deve fare fronte comune contro il bullo».

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