Il Tirreno

Versilia

L'addio delle suore zitine a Massarosa

Martina Ambrogi

A Lucca dopo tanti anni di servizio alla materna Pascoli

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 MASSAROSA. «E' sempre triste il momento dell'addio. Penso con tristezza ai bambini della mia scuola, di oggi e di ieri. Molti sono diventati papà, mamme e nonni, molti hanno mantenuto ancora rapporti di amicizia anche se il tempo è passato». E' l'ultimo saluto delle Suore Zitine alla città di Massarosa e, in particolare, alla scuola materna "G. Pascoli". Dopo tanti anni di servizio, le Suore Oblate dello Spirito Santo S. Zita sono state costrette ad abbandonare l'istituto per l'infanzia, ora statalizzato, vittima della riforma Gelmini, per trasferirsi a San Donato. Un addio annunciato, dopo la proroga della convenzione tra il Comune e la Congregazione delle suore, firmata nel settembre 2009, e divenuto definitivo lo scorso sabato, quando con valigia alla mano, anche suor Maria Rosa, l'ultima religiosa rimasta a Massarosa, se ne è andata, lasciandosi alle spalle le porte della scuola di via del Bertacchino. E' stata di qualche mese fa l'operazione che ha portato l'istituto dalle mani comunali, e quindi dalla gestione delle suore, in quelle dello Stato, e che aveva fatto temere addirittura la chiusura della scuola per il taglio di 300 mila euro fissato dal Governo. L'asilo Pascoli è rimasto aperto, ma senza le suore. Un saluto sofferto quello delle zitine, ormai da anni presenti in città. «Nel novembre del 1926 - racconta la Madre Superiora di Lucca, Gemma Girolami - la congregazione aprì un asilo infantile a Vallecava. Negli anni Quaranta, si trasferì "in mezzo al corso" e più tardi il Comune costruì un nuovo edificio in via del Bertacchino». La scuola Pascoli per i massarosesi, grandi e piccini, non è mai stata solo l'asilo, ma il punto di riferimento, luogo di accoglienza, dove si poteva sempre trovare la suora disponibile ed aperta ad ascoltare, un'assistente, una consigliera, una guida spirituale: suor Maria Rosa, suor Maurizia, suor Marcella, suor Teresina, suor Roberta, suor Rachele e tante altre. Il legame e l'affetto di una città viene espresso dalle parole di Alessandra Antonelli, la mamma di una bambina che ha frequentato l'asilo estivo. «Ho avuto la fortuna di conoscere queste persone meravigliose - dice - Sono state veramente eccezionali e hanno dato un ottimo insegnamento a mia figlia. Le ricorderò per sempre». Ma anche le stesse suore non dimenticheranno facilmente la loro esperienza a Massarosa. «Penso a tutti i bravi parrocchiani - afferma suor Maria Rosa - con i quali ho collaborato nella catechesi, nel coro, nelle varie iniziative pastorali; tutti siete parte della mia vita. Ho ricevuto da voi molto di più di quello che ho dato. Il calore della vostra amicizia mi ha fatto gustare il clima di famiglia della nostra attività parrocchiale. Vi ringraziamo per la bontà e la benevolenza, con la quale ci avete accettato, nonostante i nostri limiti, e vi chiediamo perdono se a volte abbiamo deluso le vostre aspettative e le vostre speranze».

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