29 GIUGNO: LA STRAGE
Dal disastro al controllo degli assi in tutta Europa
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La protesta (prima foto) davanti al Principe di Piemonte dove si riuniì un anno fa la Task Force europea; le immagini del disastro 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Quarantaquattro parametri considerati rilvanti per identificare e definire le sale da carro (assi con ruote e cuscinetti): sono quelli che ciascun detentore di carri merci dovrà raccogliere da subito e rendere disponibili in un data-base centralizzato non oltre il primo gennaio 2012. Ci sono voluti trentadue morti, i feriti, le case distrutte, le famiglie senza casa per convincere l'Europa che serve la "tracciabilità" degli assi. Ben 44 parametri da considerare, come da rapporto finale della Task Force europea, ad un anno dalla riunione tenutasi proprio a Viareggio, città devastata dal disastro ferroviario del 29 giungo scorso. Lo raccontano le Ferrovie, nelle risposte date alla senatrice Manuela Granaiola (Pd), che della battaglia per la sicurezza sui binari ha fatto un elemento distintivo del proprio mandato parlamentare. In tutta Europa è stata lanciata una campagna di ispezione su tutti gli assi da carro circolanti. Per togliere dalla circolazione - spiegano le Ferrovie - «i componenti anche solo con difettosità o corrosione superficiali». Inoltre, è stato avviato un programma speciale di controlli non distruttivi (ultrasuoni/magnetoscopio) su un campione di 24mila assi. Trenitalia contribuisce alla campagna «per la sua quota di competenze, 1.300 assi». Il disastro di Viareggio, come fu per l'alluvione in Versilia nel 1996, lancia un modello per la verifica della sicurezza del materiali rotabile. Modello di cui l'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, diretta dall'ingegnere Alberto Chiovelli, ha messo solide base con i provvedimenti presi all'indomani del 29 giugno 2009. Provvedimenti che la lobby del trasporto via ferrovia ha vergognosamente contestato. D.F.
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