Il Tirreno

Versilia

Cartelle "pazze" sulla Tarsu

Marco Pomella
Il municipio e il sindaco Franco Mungai
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Il municipio e il sindaco Franco Mungai

Accertamenti contestati: si fanno pagare anche i terrazzi

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MASSAROSA. I conti non tornano, le planimetrie nessuno le ha controllate. Così, a centinaia di famiglie di Massarosa arrivano accertamenti Tarsu sballati. Non solo del 2010, ma anche della presunta evasione dal 2004 ad oggi. Il Comune, affidando il servizio ad una società esterna, aveva garantito: «Nessuna cartella pazza». Ma evidentemente non è così. E il Pdl chiede di rivedere tutto il sistema di riscossione dei tributi. «Nessuno passerà per le case. Saranno inviate cartelle di pagamento solo agli evasori. Se ci saranno dubbi la società inviterà i cittadini in ufficio per un chiarimento». Così il sindaco Franco Mungai e l'assessore al bilancio Adolfo Del Soldato avevano spiegato l'affidamento della riscossione di Ici e Tarsu alla società Andreani Tributi, di Macerata. 

Così, come l'amministrazione aveva garantito, nessuno è passato nelle case. Ma a molti cittadini sono arrivati avvisi di pagamento, o accertamenti che constatano la loro posizione di evasori. Il tutto è nato dall'incrocio dei dati del Comune con quelli del Catasto. Ma è qui che sorge il problema. Dal Catasto, infatti, risulta una superficie totale delle proprietà, ma non viene considerato che resedi esterne, balconi, terrazze, e alcuni spazi particolari non sono soggetti al pagamento della tassa dei rifiuti.  Succede anche qualche caso palesemente assurdo, come i cittadini che, negli anni passati, avevano chiamato gli uffici comunali a casa per un sopraluogo per far stabilire, da loro, i metri quadri precisi, su cui pagare la Tarsu. A quegli stessi cittadini oggi viene detto che, per esempio, anziché pagare sui 90 metri quadri censiti dal Comune, devono pagare su 110 metri.

E' vero che l'amministrazione aveva anche spiegato che i cittadini potranno rivolgersi agli uffici della Andreaini per chiarire le loro posizioni, ma perché, chiediamo, un cittadino in regola deve dimostrare di essere in regola? Per questo, il Pdl ha presentato un'interpellanza, chiedendo che tutti gli accertamenti siano annullati. Il documento è firmato dai consiglieri Fabio Francesconi, Lorenzo Ghiara e Carlo Bigongiari. «Gli accertamenti Tarsu recapitati in questi giorni ai nostri cittadini - scrivono - si basano su informazioni ricavate dalle visure catastali e, nello specifico, alla voce "superficie catastale". Ma certamente questo dato non è corrispondente all'effettiva superficie soggetta ai fini Tarsu. E infatti - aggiungono i consiglieri di opposizione - gli accertamenti sono stati ricevuti anche da cittadini, che sono già stati interessati in passato di sopralluoghi di verifica delle superfici».  Il Pdl chiede, quindi, l'azzeramento di tutto. «Visto che ogni accertamento è basato su presupposti errati, ed obbliga i contribuenti ad una inutile ed ingiustificata trafila agli uffici, e visto che le sanzioni risultano totalmente ingiustificate - concludono - invitiamo l'amministrazione comunale, come già in passato è successo per casi analoghi, a sospendere immediatamente l'invio degli accertamenti ed annullare quelli già emessi».  I casi "analoghi" citati dal Pdl sono proprio quelli, in passato, denunciati dalle forze che oggi sono al governo (Pd e Comunisti Italiani in particolare). Coerenza vuole, quindi, che in tempi rapidi porranno termine al disagio.

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