Il Tirreno

Versilia

Versiliana congelata Nominata una triade per rifare lo statuto

Luca Basile
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FONDAZIONE VERSILIANA. Il presidente Manrico Nicolai con il sindaco Domenico Lombardi: c’è da superare la paralisi dell’Ente dovuta alla necessità di adeguare lo statuto

Il presidente Nicolai non può ancora operare La Prefettura smentisce le voci di commissariamento

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 PIETRASANTA. Una triade per sbrogliare una matassa, quella della modifica allo statuto, che si sta trascinando da troppo tempo senza apparente soluzione. Sulla graticola, la Fondazione Versiliana alle prese con un decreto legge che, nel luglio scorso, ha ridisegnato organigrammi e compensi vari all'interno di enti e fondazioni. Ad oggi, di fatto, la presidenza di Manrico Nicolai, "monca" del supporto del Cda, è impossibilita ad agire a pieno regime; da qui, come detto, la nomina di una commissione (composta dallo stesso Nicolai, dal presidente della Banca Versilia Lunigiana Garfagnana Umberto Guidugli e ancora da un tecnico indicato dal sindaco Domenico Lombardi, ndr), chiamata a recepire i dettami del decreto legge, riformulare lo statuto della Fondazione e definire ufficialmente alcuni ruoli operativi, come quelli relativi al direttore generale e, ancora, al direttore artistico.  Nel frattempo, ieri mattina, visto lo stato di stand by operativo della Versiliana, si era sparsa la voce di un commissariamento, sempre della Fondazione, da parte della Prefettura. Un atto formalmente grave, che però, prima la stessa Prefettura, poi il sindaco hanno smentito.  «Non mi risulta alcun provvedimento; al contrario, dalla Prefettura abbiamo avuto il via libera ad un iter, che avrà come riferimento l'articolo 24 dello stesso statuto. In tempi brevi, la situazione sarà più chiara e la Fondazione potrà muoversi nei modi più opportuni e, come sempre, nel pieno rispetto delle regole» - precisa Lombardi.  Domanda: perché, senza perdere troppo tempo in tortuosi percorsi burocratici, non si è provveduto ad integrare, già a fine agosto, i componenti dimissionari del consiglio d'indirizzo, in modo tale da lavorare immediatamente allo statuto? E ancora: ad oggi il direttore artistico, Luca Lazzareschi, è costretto a lavorare nell'ombra e non retribuito, e lo stesso Nicolai non può decidere alcun atto di straordinaria amministrazione, assumere personale, firmare determinati contratti. Non era proprio possibile evitare l'attuale scenario? Sta di fatto che, una volta riformulato lo statuto, che dovrà fra l'altro prevedere la soppressione del comitato di gestione, un ruolo onorifico per il presidente, gettoni di presenza per componenti del Cda e stipendio, invece, per chi sarà chiamato ad esercitare ruoli operativi, la Fondazione potrà tornare a programmare senza più lacci. Resta da capire la tempistica di una procedura, che è motivo di discussione e polemica.

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