Il Tirreno

Versilia

Stagi, l'attacco del preside Pinna

Luca Basile

«Assurdo continuare a investire in una scuola ridotta così male»

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 PIETRASANTA. «Un'emergenza continua. Senza tregua. Bisognerebbe chiedersi, una volta per tutte, se valga davvero la pena di continuare ad investire denaro pubblico in una scuola precaria da anni e non pensare, invece, ad una soluzione logistica alternativa». Gioi Franco Pinna, neo-preside del Liceo artistico Stagio Stagi, non si nasconde dietro formalismi o parole di comodo: nel giorno della visita del presidente della Provincia Stefano Baccelli e ancora del sindaco Domenico Lombardi, lancia giudizi trancianti sul presente e sul domani prossimo della scuola.  «28 anni fa insegnavo allo Stagi: e già, dal punto di vista strutturale, eravamo messi male. In questi anni non so quanti soldi sono stati spesi, ma le condizioni del plesso restano pessime. La protesta degli studenti - da lunedì scorso in occupazione, ndr - è più che comprensibile, su questo fronte», certifica Pinna che poi entra nel dettaglio della problematica.  «La questione che mi assilla e preoccupa di più è quella della sicurezza: nessun ragazzo, nella mia scuola, deve correre il rischio di farsi male. E purtroppo ci sono spazi dove questo rischio oggi esiste. E chi è preposto deve rimuoverlo. Va verificata la tenuta statica di alcune zone dell'edificio, per non parlare dei calcinacci, delle infiltrazioni d'acqua, delle ringhiere, delle aree scoperte della scuola, così come degli accessi non a norma ai laboratori. Vogliamo poi parlare delle opere in gesso, diverse centinaia, che il Comune, e non la Provincia in questo caso, dovrebbe mettere in salvaguardia perché patrimonio della città e che invece, sempre oggi, sono collocate in ambienti precari, con infiltrazioni di vario genere? Così come sempre il Comune deve dire se e come valorizzare lo Stagi, magari favorendo una maggiore integrazione sia con le realtà, anche dismesse, dei macchinari dei laboratori, sia ancora con il nuovo Centro delle Arti Visive. Ci sono 315 studenti (comprese 3 classi delle medie inferiori, ndr) che meritano una risposta rassicurante ed esaustiva, ci sono insegnanti che pur convivendo con la precarietà stanno facendo un ottimo lavoro. I laboratori specializzati - continua Pinna - per fortuna sono ancora funzionali, ma per quanto lo saranno ancora? Ben venga la gestione dell'emergenza, anche se visti i tempi tecnici degli enti pubblici temo che questa emergenza si protrarrà per diversi anni. Spero di essere smentito, ma la verità è che mantenere questa scuola in essere, con tutte le opere che servono, è scelta non so quanto condivisibile. Bisogna cominciare a pensare ad un polo scolastico unico con il Don Lazzeri: Provincia e Comune facciano due conti e, una volta per tutte, superata l'emergenza attuale, decidano per il meglio perché le Stagi da tempo convivono con precarietà e disagio».

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