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Sermas punta sul fotovoltaico con 4 impianti
M.P.
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ENERGIA. Impianto fotovoltaico Il presidente: «Energia pulita e 500mila euro di introiti all'anno da reinvestire»
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MASSAROSA. Un impianto è già installato e funzionante, altri tre saranno operativi per metà del prossimo anno. Il fotovoltaico a Massarosa è una realtà. Con un doppio vantaggio per il territorio: energia pulita da una parte, un introito di circa 500 mila euro l'anno dall'altra. A portare avanti le operazioni è il ramo della Sermas che è rimasta al 100% in mano al Comune, la Sermas Servizi (il ramo gas è stato accorpato in Toscana Energie). Un primo impianto fotovoltaico è stato già installato sul tetto della piscina comunale. Si tratta di un sistema di piccole dimensioni, capace di produrre 78 Kilowatt. In grado quindi di dare corrente all'edificio, scaldare l'acqua di vasca e docce e conservare per poi vendere la restante energia. Per realizzarlo sono stati necessari circa 600 mila euro. «È praticamente ultimato - spiega il presidente di Sermas Angelo Battaglia, da circa un anno al vertice dell'azienda - manca solo l'inverter per trasformare l'energia continua in energia alternata. Entro Natale sarà operativo al 100%». Di gran lunga più potenti gli altri tre impianti di pannelli solari che saranno realizzati in tempi brevi (entro la fine dell'anno dovrebbero partire i tre interventi che sono già stati appaltati). Uno da 994 kilowatt sarà montato nell'area del Brentino, quella che fino a qualche anno fa veniva utilizzata come discarica di marmettola. Altri due invece (rispettivamente da 836 e 430 kilowatt) saranno costruiti sulla cassa di esondazione di Piano di Conca. Per realizzarli saranno necessari circa 7 milioni e mezzo di euro, gran parte dei quali finanziati dalla stessa Toscana Energie. «L'obiettivo - dice il presidente - è quello di prendere un mutuo o un leasing per restituire la liquidità a Toscana Energie e tenere poi la gestione degli impianti per i prossimi 20 anni». Dietro a tutta l'operazione non c'è solo il pur nobile obiettivo di produrre energia incidendo in maniera minima sul territorio. Ma anche quello di fare introiti. «Escluse le spese di manutenzione, le rate del mutuo e le spese per la necessaria videosorveglianza di tutti gli impianti - dice Angelo Battaglia - stimiamo di poter incassare, tramite la vendita di energia elettrica, circa 500 mila euro l'anno. Che saranno poi reinvestite in servizi sul territorio». In che modo? «Sarà il Comune a chiedercelo - dice Battaglia - ma molto dipenderà anche dalle scelte che faranno a Roma sul futuro delle partecipate nei piccoli Comuni».
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