Il Tirreno

Versilia

Quell'odissea nei vagoni bestiame

Matteo Tuccini
<strong>DISAGI.</strong> Le immagini dell’assalto dei pendolari ai vagoni
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DISAGI. Le immagini dell’assalto dei pendolari ai vagoni

I pendolari viaggiano stipati come sardine: «Ci siamo rotti le scatole»

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VIAREGGIO. Anche stavolta si spera nel miracolo. Un treno con molti vagoni, regalato dalla fatina delle Ferrovie, in cui si possa viaggiare comodi. Ma tutto sfuma quando arriva lui, il convoglio delle 7,50 per Pisa. Lento e inesorabile, e in ritardo di almeno 5 minuti.

Niente miracolo: ha 6 vagoni, come al solito, e come al solito è stracolmo. 

Incubo.
Nella sua pancia ci sono tutti i pendolari diretti nella città della Torre, saliti fin da La Spezia e raccolti lungo la Versilia. E per le decine di studenti e lavoratori che salgono alla stazione di Viareggio, in una ressa incredibile (ma c'è chi giura di aver visto di peggio), ricomincia l'incubo. «Le Ferrovie mi hanno rotto i c...», si lascia scappare una ragazza decisamente sboccata. C'è da capirla.  Anche perché una volta realizzata la prima missione, cioè salire sul convoglio, ogni pendolare deve trovare la sua dimensione nel treno trasformato in scatola per sardine.

I posti a sedere sono tutti presi e nei corridoi ci sono già persone in piedi. Non resta che sostare a propria volta nei corridoi, oppure negli unici spazi possibili, cioè quelli tra gli scompartimenti. Che vengono a loro volta riempiti fino all'orlo. In barba alle norme di sicurezza. Perché non serve essere esperti in materia per capire che se c'è un malore o qualcosa del genere, sono guai. Muoversi lungo il treno è letteralmente impossibile.

«Ci scusiamo per il disagio».
Il fatto è che risulta difficile, per chi frequenta ogni giorno la tratta Viareggio-Pisa, accettare la dimensione da carro bestiame. Un luogo dove se va bene si è a cinque centimetri dall'altro viaggiatore, e la temperatura si innalza di almeno dieci gradi rispetto all'esterno senza bisogno di riscaldamento. Si viaggiasse gratis, o si spendesse poco, sarebbe un altro paio di maniche.  E quindi risulta davvero beffarda la comunicazione dell'altoparlante dell'arrivo alla stazione di S. Rossore con «6 minuti di ritardo», disagio per cui «Trenitalia si scusa», mentre nelle carrozze c'è un'ammucchiata inverosimile. E quando il treno si ferma, facendo scendere una valanga di persone che si dirigono verso l'università - tra l'altro attraversando i binari - il codazzo che si forma è impressionante. «E meno male - dice un ragazzo - che Ingegneria e le facoltà sanitarie non sono ancora partite». Ah.

Pieno fino a Pisa.
A lungo Trenitalia si è difesa dicendo che il problema riguardava una parte ridotta della linea La Spezia-Pisa. Si dà il caso, però, che il treno è talmente pieno che anche nella tratta S. Rossore-Centrale resta affollato (ovviamente non come prima). Persino per scendere alla stazione principale di Pisa si è costretti a farsi largo. Cari ispettori della Regione, prendete nota.

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