Il medico legale conferma: «Sul naso di Daniele segni di una frattura»
Claudio Vecoli
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La salma di Daniele Franceschi al rientro in Italia2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Sì, il naso di Daniele Franceschi presenta effettivamente segni di una frattura». Alessandro Grazzini, medico legale dell'ospedale «Versilia», è stato il primo (e al momento unico) medico italiano a poter analizzare da vicino il corpo senza vita di Daniele Franceschi. Non una vera e propria autopsia (che sarà effettuata giovedì), ma una ricognizione esterna del cadavere. Tanto è bastato, però, per confermare ciò che Cira Antignano, la mamma, aveva sostenuto già pochi giorni dopo la morte del figlio, quando all'ospedale «Pasteur» di Nizza le fu concesso «per fini umanitari» di vedere Daniele in viso per pochi istanti poco prima dell'autopsia. In quell'occasione, infatti, mamma Cira parlò immediatamente di un ematoma al naso che lasciava adito a più di un sospetto sulla morte del figlio, subito archiviata dalle autorità francesi alla voce «infarto». «Da quanto ho potuto personalmente constatare nel corso dell'esame esterno effettuato all'ospedale Versilia - spiega il dottor Grazzini - il giovane ha una deviazione del setto nasale. Ovviamente dalla visita superficiale non è stato ancora possibile stabilire se la frattura risalga a prima o dopo la morte, ma quel genere di frattura è indubbiamente tipica di un colpo al volto». Insomma, in attesa di riscontri più certi, l'ipotesi che Daniele Franceschi possa essere stato picchiato nel carcere di Grasse (e che questo possa avere anche a che fare anche con la morte) sembra prendere sempre più quota. «Dirimente, a questo proposito, sarà proprio stabilire se la frattura risale a prima o dopo la morte. Se dovesse risalire a prima del decesso, si aprirebbero evidentemente degli scenari diversi da quelli prospettati dalle autorità francesi». Il dottor Grazzini dice la sua anche sulle condizioni in cui è stata restituita la salma dell'operaio viareggino. «Il fatto che il corpo sia stato riconsegnato alla famiglia senza tutti gli organi e i globi oculari - spiega - lo trovo formalmente plausibile. È chiaro che, essendo il caso molto complesso e anomalo, le autorità francesi vogliano tutelarsi nella maniera più ampia possibile e dunque decidano di poter disporre degli organi del giovane per eventuali, ulteriori esami. Noi italiani abbiamo una diversa cultura giuridica, ma la procedura adottata dai francesi ha comunque una sua logica». Ben diverso è invece il discorso legato al cattivo stato di conservazione del cadavere. «Trovo un grave errore - conclude Grazzini - non aver conservato la salma in maniera corretta. Non averla lasciata ad almeno venti gradi sotto zero ma al contrario averla lasciata addirittura in un ambiente con temperatura superiore allo zero ha comportato un deterioramento profondo del corpo che renderà estremamente più complessa una nuova autopsia e qualsiasi altra forma di accertamento».
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