AL «VERSILIA»
Giovedì la seconda autopsia
Cla.Ve.
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VIAREGGIO. È prevista per giovedì all'obitorio dell'ospedale «Versilia» la seconda autopsia sul corpo di Daniele Franceschi, l'operaio di 36 anni morto il 25 agosto scorso in circostanze ancora tutte da chiarire nel carcere francese di Grasse. Ad effettuare il nuovo esame sul cadavere sarà Lorenzo Varetto, medico legale torinese che in passato si è occupato di casi scottanti come quello dell'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco (riuscendo a far scagionare Alberto Stasi). Il suo lavoro per ricostruire come possa essere morto Daniele Franceschi, però, non sarà affatto facile. Come già denunciato nei giorni scorsi dalla madre e dallo zio, nei quasi due mesi in cui è rimasto rinchiuso nel réposaire dell'ospedale universitario «Pasteur» di Nizza dopo la prima autopsia e prima di rientrare in Italia, il corpo dell'operaio viareggino non è stato infatti adeguatamente conservato. Ed è stato restituito alla famiglia mancante di molti organi analizzati in occasione della prima autopsia (e che, stando alle notizie provenienti dalla Costa Azzurra, dovrebbero essere restituiti soltanto a dicembre). Il compito del medico legale scelto dalla famiglia sarà dunque particolarmente complesso. La mancata, corretta conservazione a meno 22 gradi del corpo per più di un mese ha infatti compromesso la qualità di ciò che resta della salma, ormai profondamente deteriorata. Tuttavia la famiglia di Daniele Franceschi spera che dalla nuova autopsia (ricordiamo che alla prima effettuata a Nizza pochi giorni dopo il decesso non fu autorizzata la presenza di un medico legale di parte) possano emergere elementi utili per ricostruire la verità su quanto accaduto il 25 agosto scorso nella cella 278 del carcere di Grasse dove è morto Daniele.
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