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Versilia

Il concorso. “Pure” di Lisa Langseth batte la concorrenza di 13 pellicole europee

La Svezia si aggiudica il primo premio

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OPERA. Un’immagine di “Pure”

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 VIAREGGIO. È "Pure" della regista svedese Lisa Langseth ad aggiudicarsi il primo premio di Viareggio EuropaCinema in una rosa di 13 film europei.  A battere una concorrenza agguerrita (le pellicole di Polonia, Finlandia e Spagna rappresenteranno i loro Paesi nella corsa all'Oscar, quello greco ha fatto faville al festival di Tel Aviv) è la storia di Katerina, ventenne che si vede cambiare la vita da un Requiem di Mozart. E che ha convinto la giuria composta da 104 studenti provenienti da tutte le università.  "Pure" verrà proiettato oggi alle 18,30 nella sala Puccini del centro congressi Principe di Piemonte.  La motivazione. Secondo la giuria di EuropaCinema il film «si contraddistingue per la profondità psicologica e l'umanità dei personaggi lontani da ogni stereotipo e l'eccellente interpretazione della giovane protagonista. La musica di Mozart non prende mai il sopravvento ma fa da necessario contrappunto alle vicende della protagonista e l'utilizzo della tecnica cinematografica è sempre al servizio del racconto. La registra ha dimostrato, quindi, con questo film, una notevole sensibilità e maturità artistica ed espressiva».  La trama. Il film mostra la vita di Katerina, giovane con un passato tormentato in un sobborgo squallido. Il suo destino sembra essere già scritto, quando le capita di ascoltare il Requiem di Mozart, che le apre il meraviglioso mondo della musica. Katerina sente di dover cambiare ma il percorso che deve seguire si rivela difficile e pericoloso, con una storia d'amore con un uomo sposato (Adam, il direttore del teatro).  La regista. «Pure parla della scalata sociale di una giovane donna del 2010 - dice Lisa Langseth - il film interessa sia un livello politico che psicologico, attraverso i quali è un semplice racconto del percorso di una giovane donna nell'acquisire una nuova identità. La cultura elitaria con la quale Katerina si confronta nella sala concerti è allo stesso tempo un catalizzatore e una trappola. Qui, nel regno delle visioni intellettuali e della bella musica, sono anche presenti, per garantire le istituzioni, un accumulato capitale culturale e un elitismo maschile. Spero che i miei personaggi siano double face, io non li vedo né cattivi né buoni, è più uno di quei casi dove le loro azioni sono governate dai rapporti causa-effetto».

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