Italia
LA POLIZIA
«Non è un episodio isolato, ma non tutti fanno denuncia»
Cla.Ve.
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POLIZIA. Leopoldo Laricchia 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Non è un caso isolato, quello del finto commercialista che anziché versare i soldi delle tasse dei clienti utilizza le somme consegnategli per fini propri. A rivelarlo è Leopoldo Laricchia, dirigente del commissariato di Viareggio. Non sempre è facile, però, far venire a galla questo genere di reati. «Purtroppo certi comportamenti infedeli e fraudolenti da parte di professionisti nel settore tributario - spiega - non sono infrequenti. Però non vengono fuori o tardano ad emergere perché i clienti si rendono disponibili a non denunciare il professionista in cambio della promessa, quasi mai mantenuta, della restituzione rateale dei soldi sottratti o anche perché condizionati da latenti minacce di rivelazione di segreti condivisi con il commercialista». Insomma, spesso con la sottile minaccia psicologica di rivelare gli «altarini» dei clienti con il fisco, chi sottrae i soldi delle tasse per scopi personalissimi qualche volta riesce a farla franca. O, quantomeno, trascinare nel tempo la vicenda. «Tutto questo però è molto rischioso perché, non solo le promesse di restituzione non vengono mantenute in quanto il professionista si può trovare già pieno di altri debiti o addirittura in mano agli usurai, ma anche perché, oltre una certa cifra, gli omessi versamenti fiscali integrano gli estremi di reati per cui è prevista la reclusione e, in mancanza di denuncia del vero responsabile delle omissioni, restano integralmente a carico di colui che aveva l'obbligo di pagare le tasse e non le ha pagate». Chi non denuncia certi episodi, oltre al danno economico, rischia così la beffa di dover pagare le conseguenze penali del mancato pagamento delle tasse.
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