Assalto notturno al liceo scientifico
Alessandro Bartolini
In 40 tentano di entrare nell'istituto occupato, bruciato uno scooter
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VIAREGGIO. Assalto notturno al liceo scientifico Barsanti e Matteucci. Intorno alle 21 di giovedì i cento studenti che si trovavano all'interno della scuola occupata hanno dovuto fronteggiare una quarantina di ragazzi esterni, che hanno tentato in maniera violenta di entrare all'interno della scuola. Qualche studente dello Scientifico è sicuro che nel gruppo di "bulli" fosse presente qualche ragazzo già diplomato e addirittura alcuni che dall'età sembravano studenti delle medie. Solo verso l'una di notte il gruppo di assalitori ha desistito dall'entrare. Poco dopo quest'aggressione, il telo di un motorino parcheggiato a una cinquantina di metri dalla sede del liceo in via Quattro Novembre, di proprietà del consigliere comunale Chiara Romanini, ha preso fuoco. Sono stati proprio alcuni studenti dello Scientifico ad accorgersi dell'incendio, e a spegnere le fiamme con gli estintori della scuola. I vigili del fuoco, avvertiti dai ragazzi, si sono precipitati in pochi minuti sul posto ed hanno affermato che l'incendio è avvenuto per autocombustione dello scooter. Rimangono tuttavia molti dubbi e non si esclude che i due avvenimenti, consumati a breve distanza l'uno dall'altro, siano opera degli stessi autori. Le occupazioni finiscono. Grande tensione, dunque, nelle scuole della città. Anche se la settimana di contestazione volge al termine. Le occupazioni infatti, dovrebbero terminare al liceo classico, scientifico e Itis "Galilei" a partire da oggi, mentre al "Chini", in assemblea permanente da ieri, l'intenzione è quella «di portare avanti a oltranza la protesta fino alla prossima settimana» annuncia Gioia Giannini, studentessa del terzo anno al "Chini". Il corteo. Ieri mattina, un corteo non autorizzato ha sfilato per le strade. «Vogliamo far parlare di noi, fare scalpore, mostrare che quello che sta succedendo non ci sta bene», così un volantino firmato dagli "Studenti in lotta del Liceo Classico Carducci". Una gigantesca onda pacifica e vivace partita da Piazza Shelley - a ritmo di slogan antiGelmini - si è riversata lungo la Passeggiata per infrangersi in piazza Mazzini, dove i ragazzi hanno organizzato un mini sit-in per rimarcare ancora una volta i motivi della loro contrarietà alla riforma della scuola voluta dal Ministro dell'istruzione Gelmini. «Siamo usciti fuori dalle scuole occupate, per far sentire a tutta la città quanto è forte la nostra protesta conto i tagli previsti dalla riforma», spiega Giada Bastanzi, studentessa del quarto anno al "Carducci". Che gli studenti del liceo Classico - al terzo giorno di occupazione - volessero innalzare il livello della protesta era apparso chiaro fin dalle prime ore del mattino, quando davanti alla scuola era iniziata a circolare la voce su un possibile corteo, nonostante che le forze dell'ordine presenti avessero espresso un parere negativo su questa eventualità, dato che non era stata chiesta alcuna autorizzazione. Ma la conferma che il corteo sarebbe partito ugualmente è arrivata intorno alla 10, quando, anticipato dal coro «Noi la crisi non la paghiamo!», davanti al "Carducci" è sopraggiunto un fiume di studenti del Liceo scientifico "Barsanti e Matteucci", del Liceo Socio-Psico-Pedagogico "Chini"e dell'Itis "Galilei". «Noi siamo dappertutto. Occupiamo ora, occupiamo tutto». Promessa mantenuta. I 300 studenti si sono messi in marcia bloccando il traffico della via Quattro Novembre e puntando dritti verso Piazza Garibaldi. Il corteo, poi, ha "invaso" la Passeggiata con i suoi numerosi striscioni e palloncini colorati con scritto "siamo gonfi": frase che riassume bene l'esasperazione vissuta nelle scuole a causa della riforma. Tutto è finito in piazza Mazzini, giusto il tempo per un giro di megafono per esprimere «soddisfazione per l'iniziativa» e per rinnovare l'invito «a continuare le occupazioni nelle scuole».
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