Italia
L'allarme dei commercianti «Regole certe per le sagre»
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MASSAROSA. Troppe sagre. Ma, soprattutto, troppe poche regole per le sagre. A lanciare di nuovo il grido d'allarme sono Confesercenti Versilia e Confocommercio Lucca. Che chiedono all'assessore al commercio, Federico Pierucci, di avviare un tavolo di discussione al riguardo. Le sagre, si sa, sono una delle peculiarità di Massarosa. Ogni frazione, ogni associazione, ha la sua. E d'estate le colline e la pianura si riempiono di stand e gazebo. Funghi fritti e mondine, pupporina e tordello, bruschetta e oliva. Ogni sagra ha la sua peculiarità. O meglio, dovrebbe averla. Sempre più spesso, infatti, capita che alle sagre si trovi un po' di tutto. Certo la qualità non sarà quella del ristorante, ma i prezzi neanche. E allora, ecco le cucine sfornare pizze e bistecche, primi piatti e antipasti. Il tutto, però, contravvenendo a quanto la stessa Regione Toscana ha deliberato: le sagre devono vendere la specialità che le caratterizzano. E devono durare sette giorni al massimo. Che però si intendono continuativi; a volte, invece, capita che la sagra sia organizzata in tre o quattro weekend. Il tutto, a danno, secondo Confesercenti e Confcommercio, delle attività di ristorazione. Per questo, la categoria chiede «un tavolo di confronto tra le parti sociali per arrivare, entro la fine dell'anno, alla definizione di un regolamento in materia di disciplina delle sagre». Una richiesta, che sicuramente non cadrà nel vuoto. Già questa estate l'assessore Pierucci aveva manifestato la volontà di mettere dei paletti, delle regole chiare per le sagre. Mantenendo un occhio di riguardo, pare ovvio, per chi sta dietro quelle feste paesane: associazioni di volontariato e sportive. M.P.
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