Il presidio
Morì una neonata, l'assicurazione non paga
L.C.
◗
OSPEDALE. Il Versilia Rinviato il processo ai due medici accusati di omicidio colposo
2 MINUTI DI LETTURA
LIDO. Cinque anni fa una bambina di sette giorni morì per una rara malformazione cardiaca non diagnosticata. Oggi la Carige, l'assicurazione che dovrebbe copriri per questi rischi la Asl, annuncia che potrebbe non pagare i danni richiesti dai genitori della piccola. Il particolare è emerso ieri mattina, durante l'udienza del processo (penale) nei confronti di due medici, Guglielmo Tarantino (aiuto nel reparto di oncologia ginecologica) e Rosa Poddighe (cardiologa) accusati di omicidio colposo. Il dibattimento, lungo e drammatico, doveva vivere il suo momento decisvio con l'esame dei due imputati, le conclusioni delle parti e - infine - la sentenza del giudice monocratico Gerardo Boragine. Ma prima il processo è stato rinviato per una indisposizione del dottor Tarantino. E poi, quando è arrivato il momento di decidere la data della prossima udienza l'avvocato Graziano Maffei (che difende la dottoressa Poddighe) ha fatto presente la situazione: «Con una comunicazione di ieri sera (martedì per chi legge, ndr) l'assicurazione ci ha detto che ci sono problemi per chiudere questa pratica». "Problemi" insorti a ben cinque anni dai fatti e per una cifra che, seppura consistente, non potrà mai ridare ai giovani genitori la piccola. Una situazione che mette in difficoltà anche i due professionisti: che hanno sì una polizza di "secondo rischio", ma che devono verificare le possibilità effettive di attivare questo strumento. Al giudice non è rimasto che prendere atto di quanto accaduto e rinviare il processo al prossimo 18 febbraio, per la conclusione. Sperando che nel frattempo le parti riescano a trovare un "accomodamento" con l'assicurazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
