Il Tirreno

Versilia

Scuola. Il preside: «Siringhe abbandonate e gente losca in giro di continuo»

L'istituto Chini si rifà il look «Ma ci sentiamo ancora insicuri»

Simone Pierotti   Marco Pomella
<b>LINGUISTICO. </b>La sede dell&#146;istituto Chini a lato un&#146;immagine di una nuova aula
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LINGUISTICO. La sede dell’istituto Chini a lato un’immagine di una nuova aula

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 LIDO. Una segreteria rinnovata, impianti elettrici più moderni, altre tre aule realizzate e due archivi realizzati nel rispetto delle norme anti-incendio. Ma anche qualche problema di sicurezza, con il preside che chiede cancellate e vetri nuovi per scoraggiare i malintenzionati.  Il linguistico Chini - dove ieri la Provincia ha eseguito un sopralluogo per mostrare i lavori fatti - presenta ancora diversi problemi.  Degrado. Siringhe, bottiglie infrante e preservativi in terra. Strani e loschi giri nel parcheggio. Un via vai di gente non identificata a tutte le ore del giorno e della notte. La situazione che descrive il preside dell'istituto linguistico Chini, Gioi Pinna è d'emergenza. «In questa scuola - dice mostrando le vetrate traballanti del suo ufficio - non c'è alcuna sicurezza».  Per questo il preside ha inviato proprio stamani una lettera a Provincia e Comune per chiedere interventi urgenti. «La mattina spesso troviamo preservativi usati in terra - racconta Gioi Pinna - così come spesso troviamo dei vetri sparsi e siringhe. C'è un via vai sospetto continuo da queste parti».  Prima di tutto servirebbe una cancellata nuova, più alta. Per scavalcare quella di oggi infatti basta poco. «Qualche tempo fa - dice il preside - c'era addirittura una prostituta che veniva a fare il suo lavoro nel parco della scuola. Per non parlare del tizio che s'era costruito una baracca e ci andava a dormire dentro».  Da rifare anche molte finestre e porte (come quella della segreteria ad esempio). Gli infissi infatti sono di vecchio tipo: basta uno spintone come di deve per farli aprire. E infatti il preside ogni sera, prima di andare via, smonta il suo portatile e lo nasconde nella cassaforte. «Dove teniamo anche tutti i documenti sensibili degli studenti portatori di handicap. Nella scuola ho dovuto comprare altri tre armadi blindati per tenere al sicuro i registri».  Ora, però, con il remake totale dei laboratori della scuola, i materiali conservati nell'istituto andrebbero protetti meglio.  Gioi Pinna punta anche il dito contro le associazioni che gestiscono la palestra del Chini. «Non esistono regole, vanno via lasciando i cancelli aperti: anche per colpa di questa gestione ci sono strani giri intorno alla scuola». Per questo il preside vuole che sia siglata una nuova convenzione con le quattro associazioni sportive che usano la palestra. «Ci devono essere regole chiare sulle aperture e le chiusure dei cancelli. E' necessaria una barra meccanica per fare entrare solo gente a piedi: le auto restano fuori. E deve essere ben illuminata da faretti».  I lavori della Provincia. L'istituto ha recentemente traslocato nei locali di piazza Centauro che, in precedenza, ospitava le scuole medie Rosi, ora emigrate nella nuova struttura di via Trieste: Provincia e Comune di Camaiore hanno lavorato a stretto contatto per la messa a norma dell'edificio e ieri mattina hanno effettuato un sopralluogo.  «Il Comune ha realizzato il nuovo polo scolastico di via Trieste, liberando così la criticità della convivenza tra due scuole diverse, ovvero il liceo e le medie - affermano il presidente della Provincia Stefano Baccelli e l'assessore alla pubblica istruzione Silvano Simonetti - questo è l'ultimo lotto di una serie di interventi a cui abbiamo destinato, complessivamente, 646mila euro: negli anni precedenti avevamo creato una nuova ala e, soprattutto, avevamo reso i locali accessibili ai diversamente abili installando un ascensore e alcune rampe». I risultati più visibili sono la costruzione di tre nuove aule: due sono state destinate alla sistemazione del laboratorio multimediale, vero fiore all'occhiello con l'utilizzo di strumenti digitali, e di quello di chimica e fisica, mentre nella terza è stata creata la biblioteca dell'istituto («Nella vecchia sede di via Vittorio Emanuele mancava» ha precisato il preside del «Chini» Gioi Franco Pinna). Altro motivo d'orgoglio per il liceo sono i due locali ignifughi destinati ad ospitare gli archivi. Anche il Comune di Camaiore ha dato il suo contributo (300mila euro), con la sistemazione di due scale anti-incendio e l'adeguamento delle vie di fuga. «Tutto è stato fatto in funzione della realizzazione di questo polo - commenta l'assessore comunale alla pubblica istruzione Alessya Dini - vorrei sottolineare anche l'importanza della vicinanza con la nuova struttura di via Trieste, dove ha sede un istituto comprensivo: l'offerta formativa del polo scolastico di Lido di Camaiore è di rilievo».

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