Operai in assemblea: tutti in Municipio
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Assemblea dei lavoratori di Polo Nautico «Se il Consorzio lascia deve rendere le concessioni»
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VIAREGGIO. Assemblea questa mattina nella sala della mensa che non c'è, al Polo Nautico. Poi tutti in Comune. «I lavoratori sono molto preoccupati», annuncia la Fiom-Cgil, «ma chiedono il rispetto delle regole e un impegno dell'amministrazione comunale a che siano rispettati anche gli accordi firmati». Daniele Dinelli, delegato sindacale della Fiom, commenta amaro: «A questi imprenditori è affidata la nostra città...». Andrea Antonioli, sindacalista Cgil ed ex segretario della Camera del lavoro, analizza punto per punto quanto deliberato da Polo Nautico. «Voglio prendere in considerazione, ad esempio, la situazione di Fipa dove è in corso la cassaintegrazione, previo accordo sindacale. Come faranno ad assumere gli operai che oggi hanno in distacco e mantenere il diritto alla cassaintegrazione?». La Cgil, spiega Antonioli, è pronta «a presentare un esposto all'Inps se questa condizione si dovesse realizzare». Ed inoltre: «In caso di messa in liquidazione, Polo Nautico ha l'obbligo di rinunciare alla concessione». Concessione che sarebbe così rimessa a bando, sotto la scure delle direttive europee in materia. Insomma, dal momento in cui Polo Nautico si trovi a non esistere più «il Comune - sottolinea Antonioli - deve recuperare le aree in concessione». Concessione, al singolare e non al plurale - ricordano Antonioli e Lamberto Pocai, segretario della Fiom Versilia - «perché c'è una delibera del consiglio comunale, quella del 30 aprile 2002, che stabilisce gli indirizzi per la concessione del Consorzio che all'epoca nasceva dalle ceneri della Sec. Al primo punto c'è l'indicazione che la concessione resti unitaria, dunque senza frazionamenti. Al secondo punto, c'è la scelta del soggetto plurale cui affidare l'area. Non una sola impresa, ma più aziende riunite in forma consortile, che avessero una posizione consolidata nel settore della nautica e problemi di accesso all'acqua». L'ultimo indirizzo dato dal consiglio comunale era quello relativo al mantenimento dei livelli occupazionali: «Non si doveva scendere sotto i novantadue lavoratori - ricorda Daniele Dinelli - mentre oggi siamo 53». Il tempo, si sa cambia persone, cose e anche accordi. «La concessione è ancora in testa al solo Polo Nautico - continuano Antonioli e Pocai - ma il Comune ha acconsentito che tutte le aziende socie potessero svolgere le proprie attività lavorative ciascuna nel proprio capannone. Senza formalizzare il passaggio a norma del Codice della navigazione». L'esperienza originale del Consorzio è invece esemplificata da quanto sta a avvenendo per la costruzione del 72 metri di Viareggio Superyacht: l'azienda - spiegano Cgil e Fiom - «costruisce la propria barca nel capannone di Cb navi». Purtroppo, però, senza mettere a lavoro i dipendenti di Fipa in cassaintegrazione. Come sarebbe invece nella natura del Consorzio. Ad una settimana dalla convention di Confindustria toscana riunita in Darsena, il clima tra le banchine si fa di fuoco: «C'è un cambio di gestione, da parte delle imprese - fa notare Pocai - dei rapporti sindacali». L'esempio «più calzante» è proprio di questi giorni: «Geonav Spa, che fa capo ad una multinazionale statunitense e produce impianti satellitari per le barche, ha annunciato 11 esuberi su ventisette dipendenti. Tutti a casa: senza fare ricorso ad alcun ammortizzatore sociale». D.F.
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