Il Tirreno

Versilia

Nuovo stadio, il sindaco: il progetto va condiviso con la città

Nuovo stadio, il sindaco: il progetto va condiviso con la città

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Potrebbe finire sotto la scure della Sovrintendenza il progetto del nuovo stadio, come accaduto per il Porta Elisa a Lucca? Interpellato in tv, davanti alle telecamere di Rete Versilia, l'architetto Gino Zavanella risponde così: «C'è una norma nazionale che tutela tutti gli edifici che abbiano più di cinquant'anni...».

Scenario non da escludere, dunque. E se a far ombra al Porta Elisa ci sono le mura medievali, in Darsena ci sono i pini della Macchia lucchese. Il sindaco Lunardini, per ora, preferisce non pensare all'evenienza: «L'importante è avere le idee chiare sull'obiettivo: un nuovo stadio opportuno, necessario ed utile per la città. Tra i vari enti che verranno coinvolti ci saranno anche la Sovrintendenza e l'autorità di bacino che dovranno dire la loro. Sono fasi successive, importantissime, che verranno esaminate nel tempo. Ora è prematuro».

Zavanella lo ripete a più riprese: «Si tratta di un progetto che nasce per patrimonializzare l'Esperia Viareggio e va condiviso con la città, tutte le forze politiche, il Parco, i commercianti. Qualsiasi grande opera è occasione di dialogo e di confronto. Pensare uno stadio solo per il calcio sarebbe assurdo: io dico sempre che lo stadio è l'agorà del duemila. Spero che questo progetto, insieme all'asse di penetrazione, vada a risolvere i problemi della Darsena». Insomma, conclude l'architetto torinese con abitazione proprio in Darsena, «quello del nuovo stadio è un progetto che deve sorgere dalle esigenze della città, non contro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino