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È un nomade di 25 anni fuggito a luglio da una comunità di recupero: è stato fermato a Brescia
In manette il bandito delle farmacie
Claudio Vecoli
Almeno otto rapine messe a segno: ripulita anche la Comunale di via Coppino
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VIAREGGIO. Nel luglio scorso era fuggito da una comunità di recupero in provincia di Verona dove doveva scontare una pena detentiva agli arresti domiciliari. E da allora si è reso protagonista di almeno nove rapine in giro per mezza Italia, quasi tutte ai danni di farmacie. Fra queste, anche un colpo messo a segno nel pomeriggio del 21 settembre scorso alla farmacia comunale di via Coppino in Darsena. Ma ad un nomade di venticinque anni è costata cara l'ultima rapina messa a segno martedì sera a Brescia - sua città natale - che si è conclusa con un rocambolesco inseguimento e il suo successivo arresto da parte della polizia. A finire dietro le sbarre con l'accusa di rapina aggravata Marco Mark, un pluripregiudicato già arrestato in passato per rapina, furto, ricettazione nonché detenzione e porto abusivo di armi da fuoco. L'evasione. L'avventura del giovane malvivente inizia il 3 luglio scorso, quando - agli arresti domiciliari presso la comunità della Fondazione artigiani della pace in Sant'Anna di Alfredo (Verona) - Marco Mark decide di fuggire portandosi via un pick up della stessa comunità. Comincia così a girovagare per mezza Italia, mantenendosi con una serie di rapine messe a segno in gran parte ai danni di farmacie. Molte sono in Toscana: dalla farmacia di via Montebello a Livorno (il 17 agosto) a quella di via Crispi a Pisa (il 21 settembre), fino a due farmacie di Firenze (in San Iacopino e in zona Statuto, rispettivamente in agosto e settembre). Fra queste anche il colpo messo a segno lo scorso 21 settembre alla farmacia comunale di via Coppino in Darsena nel corso della quale, armato di pistola, portò via i quattrocento euro di incasso (non sembra invece essere implicato in quella ai danni della Farmacia del Lido avvenuta lo stesso pomeriggio). Le indagini. Sui colpi in serie del «rapinatore delle farmacie» - tutti eseguiti con le medesime modalità e quasi sempre a volto scoperto - comincia a lavorare la polizia. E, grazie ad un lavoro di intelligence fra le varie questure, si arriva a dare un nome ed un volto al bandito. La svolta arriva quando dalle telecamere di videosorveglianza di Forlì (altra città «battuta» per ben due volte dal nomade bresciano) si risale al pick up rubato alla comunità di recupero dal quale era fuggito Marco Mark in luglio e si confrontano le foto del rapinatore con quelle del giovane fuggito. A quel punto iniziano le ricerche, però non è facile acciuffarlo perché colpisce a macchia di leopardo (fra l'altro anche a Spezia e Parma). La svolta. Finalmente, però, nei suoi confronti scattano le manette quando martedì sera viene arrestato dalla polizia a Brescia, al termine di un rocambolesco inseguimento a bordo del pick up rubato. Poco prima, con quello stesso mezzo, Marco Mark ha infatti cercato di sfuggire alle volanti della questura bresciana dopo aver messo a segno il suo ultimo colpo armato di una pistola giocattolo (uno scacciacani a forma di revolver). Grazie ad un sofisticato sistema di videosorveglianza, alcune volanti sono riuscite ad intervenire in tempo reale e a dare così la caccia al bandito. Ormai braccato, il giovane armato di pistola si è fatto consegnare da alcuni pachistani una Opel nel parcheggio di un condominio ed ha poi tentato la fuga a tutta velocità: ma dopo aver travolto un poliziotto, è andato a schiantarsi contro altre quattro auto in sosta. E a quel punto ai suoi polsi sono scattate le manette.
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