Diabete, colpiti sette toscani su cento
Gian Ugo Berti
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STAND. Il festival della salute Stasera dibattito con il professor Edoardo Mannucci di Careggi
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VIAREGGIO. Con un aumento del tre per cento dei casi, in dieci anni, la Toscana è una delle regioni a più elevata incidenza di diabete (attualmente sfiora il sette per cento dell'intera popolazione). Si tratta di un problema medico e sociale, che preoccupa istituzioni, medici e cittadini. Ed è anche un allarme, che emergerà questa sera, durante l'intervento del professor Edoardo Mannucci, direttore dell'Agenzia Diabetologica all'Azienda ospedaliera universitaria di Careggi, nel corso di un talk show, che sarà condotto da Franco Di Mare. Il diabete può considerarsi una pandemia - ha anticipato al nostro giornale il professor Edoardo Mannucci - perché diversi fattori lo favoriscono. In pratica, non è solo una malattia dei paesi industrializzati, ma anche di quelli emergenti. Alla base, con una alimentazione non corretta, ci sono l'obesità, la scarsa attività fisica e poi l'allungamento della vita media. A parità di peso, chi fa ginnastica ha minori probabilità di svilupparlo. In particolare, si sta diffondendo il diabete alimentare alimentare, di tipo due (l'altro, di tipo 1, è a predisposizione genetica con una percentuale inferiore al 4 per cento dei pazienti diabetici. Qui, una certa componente può esercitarla l'azione virale. Di diabete non si guarisce - ha confermato Mannucci, nell'incontro, cui parteciperanno Roberto Cocci, presidente regionale delle associazioni toscane diabetici, e Marco Ruggeri, presidente regionale della SIMG, la società italiana dei medici di medicina generale, ma curarlo, e curarlo bene, è indispensabile per evitare le complicazioni, spesso causa di conseguenze fatali. Rene, retina e l'intero sistema vascolare sono i punti terminali di un percorso, che in larga misura si può controllare.
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