Il presidio
Gli organizzatori e il Consorzio turistico provano a far luce su spese, incassi e bilanci
Tutti i conti dei mercatini di Lido
M.P.
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Uno scorcio del mercatino in passeggiata a Lido 2 MINUTI DI LETTURA
LIDO. «I mercatini non hanno esaurito la loro funzione. Hanno avuto il merito di portare tanta gente a scoprire la Passeggiata, i suoi negozi, i suoi bar. Continuano ad essere una attrattiva, alla quale ora va aggiunto qualcos'altro». E' Carlo Alberto Carrai, presidente del Consorzio di Promozione Turistica, a difendere i mercatini promozionali sul lungomare. Quelli che sono stati criticati prima da Ascom, poi da Sandro Frugoni (Fli) e, infine, anche dall'ex assessore Riccardo Micheli. Cerchiamo, quindi, di capire meglio, come funziona la gestione di questi mercatini. Il Comune ha affidato il compito al Consorzio. Il quale, a sua volta, ha affidato il servizio a due associazioni, la "Pazza Piazza" di Viareggio, e la "Piazza in Arte", di Ghivizzano. «In pratica, una parte della passeggiata la gestiamo noi - spiega l'amministratrice di Pazza Piazza, Graziella Lubrano - l'altra parte, la gestisce l'altra associazione». Lubrano rettifica le cifre fornite ieri dal nostro giornale. «Ad ogni banco - spiega - chiediamo 30 o 35 euro, a seconda se sia inverno o estate. Per gli stand di sei metri, che sono circa 5, chiediamo, invece, tra i 40 e i 45, a seconda della stagione. L'altra associazione pratica prezzi un po' più alti, arrivando a 70 euro a banco, ma perché gestisce un tratto di passeggiata che, di fatto, "lavora" solo in estate». Che fine fanno questi soldi? «0,290 euro al metro quadro per ogni stand viene versato, come suolo pubblico. Inoltre paghiamo - dice Lubrano - 2 euro a gazebo per l'inverno e 5 euro a gazebo per l'estate, al Consorzio di Promozione Turistica». Il resto rimane alle associazioni. Le due associazioni, però, come si legge nei loro regolamenti pubblicati anche su internet, non forniscono corrente elettrica, né gazebo, né assicurazione. «Si occupano - spiega Carrai - di mera organizzazione. Servono 50 banchi? Loro ne portano 50. Ne servono 100? Loro ne forniscono cento. La cosa migliore era avere un unico interlocutore. Ma di sicuro andavano allontanate le tante associazioni che volevano gestire i mercatini, ma che non ne avevano le competenze o le qualità». Carrai però chiarisce anche un altro aspetto. «Non pensi qualche consigliere di trovare grandi sorprese nei nostri bilanci. Qualcuno fa i conti troppo facili; si calcolano due giorni a settimana per tutti i mesi dell'anno. Ma bisogna considerare anche le giornate di maltempo». In quel caso, infatti, come ci conferma Lubrano, «l'associazione non chiede un euro ai banchi e non ne versa al Consorzio. Lo stesso vale se il mercato viene allestito, ma poi, per il maltempo, viene rimosso prima del tempo».
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