Il Tirreno

Versilia

LA REPLICA

Santini spara su Stefani: «Sputa nel piatto dove ha mangiato»

Simone Pierotti

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 VIAREGGIO. «Stefani, con queste accuse infondate e inaccettabili, non fa che sputare nel piatto dove ha mangiato per quasi due anni»: è secca la replica di Alessandro Santini, presidente della Fondazione Carnevale, all'intervento che Pierluigi Stefani, ex consulente artistico di Palazzo delle Muse, ha fatto attraverso il nostro giornale. Stefani definiva un «delitto» la vendita dei mascheroni di cartapesta ad altri carnevali.  «Perché tirare fuori tutte queste falsità? - si domanda Santini - La vendita dei carri c'è sempre stata e, anzi, è tutto alla luce del sole perché sul sito web della Fondazione c'è il catalogo con i mascheroni che possono essere acquistati da chiunque». Santini, poi, rincara la dose: «E pensare che in questi giorni Stefani voleva pure il rinnovo del contratto che, da settembre 2008 a meno di un mese fa, gli ha fruttato oltre 44mila euro. Gli era stato dato un incarico creato appositamente per lui e sputare nel piatto dove si è mangiato è una scorrettezza. E poi i suoi risultati si commentano da soli. Il cda della Fondazione ha preso una decisione saggia facendolo fuori, era una spesa superflua».  E mentre Stefani si dice «turbato» dalla vendita del drago di Verlanti a Cento, Santini ne gioisce: «Purtroppo non abbiamo ricevuto molte offerte, abbiamo guadagnato solo 20mila euro. Che, comunque, contribuiscono a dar vita al Carnevale. E poi non è vero che Cento si fa bella con i mascheroni dei nostri carristi: i loro costruttori ammettono di non essere artisti nella cartapesta, bensì nell'assemblaggio di mascheroni. E hanno detto pubblicamente che la maggior parte di essi proviene da Viareggio».

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